
I Planofoni sono il risultato di un'importante ricerca effettuata presso il CRM di Roma sulla qualità e i modi di diffusione del suono nello spazio. Ideati inizialmente come 'Installazione funzionale' nel 1997, hanno successivamente trovato applicazione nell'ambito del design acustico delle sale da concerto, nei musei e soprattutto come strumenti di elaborazione del suono nelle opere elettroacustiche e di computer music.
Il termine "Planofono" significa 'piano che trasmette il suono' e la ricerca effettuata si è posta due obiettivi:
Sistemi multifonici basati sull'emissione di onde piane, progettati per realizzare un elevato controllo sul movimento e sulla scultura del fronte sonoro. Come veri e propri proiettori sonori, gli Olofoni, rappresentano il primo prototipo di un sistema multifonico di diffusione del suono di elevata controllabilità, che permette di effettuare delle modulazioni creative sul fronte d'onda.
La scultura del fronte d'onda viene effettuata attraverso controlli in fase, ampiezza e frequenza sul segnale musicale.
La particolarità degli Olofoni è che l'irradiazione del suono viene effettuata attraverso un raddrizzamento dell'onda di propagazione di tipo tronco-conica in onda piana.
Questo tipo di propagazione del suono permette la costruzione di lobi di proiezione sonora di elevata coerenza e con la capacità di percorrere lo spazio con minima degradazione di energia rispetto a quanto avviene nella diffusione con altoparlanti tradizionali.