
I Planofoni sono il risultato di un'importante ricerca effettuata presso il CRM di Roma sulla qualità e i modi di diffusione del suono nello spazio. Ideati inizialmente come 'Installazione funzionale' nel 1997, hanno successivamente trovato applicazione nell'ambito del design acustico delle sale da concerto, nei musei e soprattutto come strumenti di elaborazione del suono nelle opere elettroacustiche e di computer music.
Il termine "Planofono" significa 'piano che trasmette il suono' e la ricerca effettuata si è posta due obiettivi:
I Planofoni diffondono il suono in modo omogeneo in tutto lo spazio circostante, la superficie irradiante può assumere ogni tipo di forma e collocarsi indifferentemente nello spazio d'ascolto, questo permette di disegnare lo spazio acustico coerentemente alle esigenze del luogo, al tipo di musica e di ascolto che si desidera ottenere.
I Planofoni sono stati progettati per l'utilizzo sempre più sofisticato dello spazio richiesto nella musica contemporanea e rappresentano uno strumento flessibile per il controllo dei parametri di spazializzazione del suono; le caratteristiche di diffusione sono tali da permettere sia l'integrazione con normali altoparlanti sia una specifica progettazione di forme, di potenze acustiche e di zone frequenziali.
La ricerca musicale, che ha portato alla costruzione di diversi tipi di Planofoni, ha permesso di utilizzare materiali come la carta, la plastica, il ferro, l'acciaio, l'alluminio, il rame, l'ottone, il legno con forme e dimensioni diverse. La generazione di nuovi suoni e la particolare diffusione acustica offerta dai diversi materiali trattati, rappresentano lo stadio avanzato di un pensiero musicale che integra in un solo complesso organismo il linguaggio, l'espressione e il mezzo con cui si crea e si diffonde la musica.
Sono stati presentati per la prima volta a Roma in occasione di Musica Scienza 98 tenutasi all'Acquario Romano dal 1 al 6 giugno 1998.