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Attività Installazioni sonore d'arte Oasi - San Paolo del Brasile

Il 1 giugno inaugurerà OASI, in uno degli spazi espositivi più interessanti per l’arte contemporanea di San Paolo. Promossa dall’Istituto Italiano di Cultura l’installazione adattiva scultoreo-musicale di LICIA GALIZIA - MICHELANGELO LUPONE resterà in esposizione fino al 15 luglio.

OASI - photo Barrica Cantone
photo Barrica Cantone

OASI è un luogo di esperienza multisensoriale, un ambiente immersivo e interattivo in grado di mutare nel tempo, di adattare e sviluppare la forma musicale in relazione ai gesti del fruitore. 
Tutte le componenti espressive di OASI sono correlate e integrano l’ascolto, il tatto e la visione.
L’installazione presenta due aree contigue e interconnesse, caratterizzate ciascuna da un punto di convergenza dove il fruitore può stabilire un dialogo intimo con la musica e dar vita alle sue mutazioni cogliendone la coerenza con le forme plastiche e le caratteristiche della materia.
Nella prima area (OASI1) elementi vibranti si inseriscono nelle pareti e nel pavimento assumendo un andamento sinuoso, come vele mosse dal vento.
Gli stessi elementi irradiano il suono con proprietà diverse, costruendo, intorno al visitatore, una musica dinamica e avvolgente con traiettorie che guidano la percezione di uno spazio virtuale in elevazione.
Nella seconda area (OASI2) elementi mobili sono sospesi al centro di un nucleo che accoglie il fruitore. La musica generata e modulata dalle forme plastiche, le mutazioni di calore e di vibrazione della materia guidano la percezione di una discesa verso il basso, un avvicinamento ad un punto focale generativo.
Tutti gli elementi dell’installazione sono sensibili alla posizione, al movimento, al contatto con il fruitore; le superfici incise, forate, piegate, propongono una lettura tattile dei segni e dei modi di vibrazione correlati alla partitura musicale.
Licia Galizia, scultrice - Michelangelo Lupone, compositore
 
Nota critica
L’immersione nello spazio e l’interazione con l’opera che nella ricerca di Galizia e di Lupone hanno preso la forma originale di installazioni scultoreo-musicali adattive, cioè imprevedibili nei loro sviluppi conseguenti alla complessità della partecipazione, con OASI diventano un progetto didattico che ha molte valenze. Mettendosi a disposizione di una fruizione diversa, come quella di persone con differenti tipi di disabilità, OASI tocca in maniera ancora più pregnante quanto abbiamo cercato di precisare con il termine “postumano”, ovvero un modello di sviluppo per devoluzione anziché per evoluzione. Se l’evolvere indica un procedimento unificante e progressivo, al contrario la devoluzione realizza uno scambio con l’ambiente che non avviene per assimilazione funzionale a modelli ma per adattamenti sensibili alle differenze e quindi disponibili a produrre forme inedite di esistenza.
Franco Speroni, storico dell’Arte contemporanea, docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze
 
Nota del curatore
OASI è un’installazione adattiva scultoreo-musicale, risultato artistico di un progetto di ricerca denominato ADAMO (Adaptive Art and Music Opera) sostenuta dalla Regione Lazio, in collaborazione con altri partner. È stata commissionata dal MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma nel 2014.
L’installazione, che integra le forme scultoree alla musica e ai dispositivi di diffusione del suono, è stata concepita con la specifica finalità di estenderne la fruizione a persone disabili.
La collaborazione tra i due artisti risale al 2005, con Studio I su Volumi adattivi (Musica Scienza - Goethe-Institut Rom), la prima di una serie di opere, temporanee e permanenti, in grado di interagire con il fruitore e di adattarsi alle condizioni dell’ambiente circostante.
Tali opere si basano su Planofoni®, una particolare tecnologia sviluppata al CRM, in grado di sfruttare musicalmente e plasticamente le caratteristiche vibrazionali dei materiali naturali e sintetici (metalli, legno, vetro, resine).
La concezione innovativa delle opere risiede nella completa integrazione della musica alla forma plastica: la partitura musicale si basa, infatti, sui timbri e le altezze generati dalle forme messe in vibrazione o fatte risuonare con appositi dispositivi elettronici. La geometria delle forme e i materiali scelti per ogni opera permettono di disegnare degli spazi visivi e acustici distinti e caratterizzati.
Il tempo e lo spazio, rispettivamente dominio privilegiato della musica e della forma plastica, convergono fino a coincidere in un’esperienza di fruizione nuova, sia per l’opera musicale sia per quella visiva.
Laura Bianchini, compositrice, direttore del Centro Ricerche Musicali