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Opere scultoreo-musicali adattive per la comunicazione non verbale. 
National Gallery of Modern Art, New Delhi (India)

Fonte ImmagineMostra fotoPAC w500 

Il Progetto promosso dall’Ambasciata d’Italia a New Delhi in occasione del Settantesimo anno delle relazioni Italia-India, presenta tre opere scultoreo-musicali adattive: “Codici a tratti”, “Fonte” e “Codici” che propongono precise finalità: offrire un luogo di esperienza multisensoriale e interattivo in grado di rinnovarsi nel tempo grazie alla partecipazione dei visitatori, puntando alla crescita di interesse anche dei non addetti ai lavori al fine di rendere la fruizione dell’arte contemporanea sempre più accessibile a tutti e consapevole.
L’idea di base è la dialettica tra gli impulsi emozionali e le scelte razionali: questi elementi partecipano in modo congiunto alla definizione dello stato fisico e psicologico di un individuo e determinano i modi di comunicazione non verbale con gli altri esseri umani. 
L’arte e la musica sono prodotti organizzati dell’espressione, contengono e indirizzano i gesti, i suoni e le azioni non verbali in aree percettive e cognitive del cervello dove, con immediatezza, possono essere trasmessi, compresi e condivisi, gli aspetti molteplici di un’emozione umana.
Il codice utilizzato nella comunicazione non verbale, che è tipico dell’arte visiva e della musica,diversamente dal codice utilizzato nel linguaggio parlato che attribuisce significato alla parola, è direttamente connesso all’apparato percettivo (sensibile) umano ed è caratterizzato da una più estesa gamma semantica e di conseguenza interpretativa.
La mostra CODICI è il risultato dello studio dei codici percettivi (visivi e sonori) e dei modi di stimolazione emozionale dovuti alla fruizione dell’arte e della musica, condotti negli ultimi anni al Centro Ricerche Musicali.
 
Le opere
La prima opera “Codici a tratti” (2017-18) è composta da otto “moduli” in legno, di cm  H90xL50xP40 che costituiscono un polittico di cm H90xL400, di colore grigio scuro nel fondo.
La superficie presenta dei tagli verticali di diversa lunghezza. I tagli compongono un codice in cui sono inseriti degli elementi sensibili realizzati in fasce di vetro sintetico verniciate grigie e bianche. Ogni fascia presenta sulla sua superficie verniciata un insieme di tratti disegnati con inchiostro nero che identificano e distinguono con un codice diverso le varie fasce. Il fruitore è chiamato ad interagire con l’opera toccando delicatamente le superfici delle fasce in modo da attivare eventi sonori inediti e variazioni degli eventi in atto. 
L’opera ha un carattere musicale lento e riflessivo, possiede sonorità profonde e permette al fruitore di seguire una narrazione del movimento del suono che disegna traiettorie complesse e sempre più tese tra il centro e i confini laterali delle forme.
 
La seconda opera “Fonte” (2018) è composta da un “modulo” in legno verniciato arancio con elementi sensibili in vetro sintetico, di cm H90xL80xH35.
Sfiorando delicatamente gli elementi sensibili si attivano le variazioni sonore.
Il carattere musicale di quest’opera è vivace, ritmico e brillante.
 
La terza opera “Codici” (2017-18) è composta da sei “moduli” in legno, verniciato bianco, di cm H55xL90xP15, uniti tra loro a costituire un polittico di cm H110x L270
Ogni modulo presenta sulla superficie dei tagli lunghi, sottili e profondi e delle lastre fisse e nere in aggetto che rendono la struttura più sensibile e vibrante sia dal punto di vista visivo che musicale. L’insieme di tratti, pieni e vuoti danno luogo a una forma riconducibile a un codice a barre. La funzione degli elementi (lastre nere) in aggetto è quella di tenuta di elementi mobili che, manipolati dal visitatore, sono in grado di offrire una gamma consistente di variazioni della composizione nel suo insieme.
Gli elementi mobili sono piccole lastre in vetro sintetico verniciato su un lato e disegnati con inchiostro nero. Si presentano lisce al tatto, flessibili e dal profilo netto e ben definito. Il fruitore può prenderle in  mano, sentirne la consistenza e la forma e riposizionarle diversamente rispetto alla posizione iniziale in modo da apportare delle varianti formali a tutto il lavoro nel suo insieme. Il fruitore può inoltre toccare la superficie e gli elementi in aggetto determinando, anche in questo modo, una variazione musicale.
Il carattere musicale di quest’opera è fluido e incisivo: delicato e lento nelle fasi di evoluzione, rapido e polifonico nelle fasi di variazione della forma plastica.
 
Le diverse sorgenti sonore dislocate sulle forme plastiche costruiscono nello spazio di fruizione, una condizione dinamica e fugace in cui le trasformazioni del timbro e del ritmo disegnano le traiettorie dei movimenti del suono, rafforzando la percezione di uno spazio virtuale che circonda il pubblico.
Le tre opere creano uno spazio d’arte plurisensoriale accessibile a tutti, anche a non vedenti.
 
 
LICIA GALIZIA progetto e realizzazione scultorea  
MICHELANGELO LUPONE musica e progetto Planofoni®
 
LAURA BIANCHINI Curatore artistico
 
SILVIA LANZALONE Computer music specialist
MAURIZIO PALPACELLI Assistente audio
 
Una produzione 
Centro Ricerche Musicali – CRM (2017-18)
 
In collaborazione con
PAC - Progetto Arte Contemporanea
 
COICI - Save the date