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Allestimento al Goethe Instituit Rom

 

ArteScienza 2021
Forme Traslate

Forme Traslate

L’edizione di ArteScienza, “Forme Traslate”, fa parte di un insieme di manifestazioni basate sui concetti di Accelerazione e Decelerazione che il Centro Ricerche Musicali ha promosso per il triennio 2020-22. Il titolo deriva dalla scelta di diverse opere la cui ispirazione o realizzazione, rimanda alle capacità di trasformazione di ciò che percepiamo, di “spostamento concettuale” e reinvenzione, di metafora.
Ogni attività creativa e di ricerca, artistica e scientifica, si pone in ascolto, osserva e muove l’immaginario trai i luoghi interiori e ciò che è intorno all’uomo; l’atto speculativo come quello intuitivo, si traduce in opere, scoperte, teorie che interpretano il reale, traslano il senso dei fenomeni donando, in molti casi, direzioni capaci di distinguere il cammino culturale dell’umanità.
La produzione artistica contemporanea, soprattutto quella che utilizza tecnologie e procedimenti di ricerca, è ricca di testimonianze, di opere che stabiliscono nuovi paradigmi interpretativi del reale fornendo strumenti rinnovati anche per la loro fruizione. Si tratta di opere che traslano i concetti comuni di tempo e di spazio, di reale e virtuale, di accelerazione e decelerazione, aprendo la riflessione sui grandi temi contemporanei: l’ambiente, le società, le culture, l’integrazione e la globalizzazione. Le trame complesse del pensiero contemporaneo e le innumerevoli ricadute e implicazioni in ambito sociale, sono poste all’attenzione del pubblico attraverso forme di spettacolo e di dibattito, in luoghi che abbiamo appositamente allestito con tecnologie inusuali e avanzate, che riteniamo possano offrire uno stimolo alla riflessione sui temi artistici proposti.
Il Goethe-Institut Rom ha messo a disposizione la sua prestigiosa sede per compiere questo percorso entusiasmante condividendo, oltre a ciò, gli obiettivi etici del progetto. Crediamo che la musica e l’arte, nelle forme più avanzate dell’espressione contemporanea, siano un mezzo indispensabile per la rifondazione sociale ed eco sistemica e ringraziamo il Direttore e il magnifico staff del Goethe-Institut per aver incoraggiato e donato la totale partecipazione a questo obiettivo.

Michelangelo Lupone, Direttore artistico Centro Ricerche Musicali CRM


L'Auditorium del Goethe-Institut come scultura

Un festival con una tecnologia così sofisticata e standard artistici così alti come quello di ArteScienza, ha bisogno di uno spazio molto speciale per le forme complesse dei suoi eventi di musica, arte, sperimentazione, video e sonorità. Dovrebbe essere un ambiente tecnicamente attrezzato in modo impeccabile, con un'ottima acustica, un luogo di riflessione che non solo si apre al mondo reale, ma che può anche essere riflesso virtualmente e aprirsi alle energie spirituali.
Quest'anno il Goethe-Institut può finalmente offrire uno spazio che corrisponde in modo "adeguato e rinnovato" alle esigenze del festival. Il nostro Auditorium è stato chiuso quattro anni fa per essere adeguato alla normativa antincendio – ora ha finalmente riaperto. La ristrutturazione stessa è stato un processo di mutazioni costanti, passando attraverso tutte le fasi antitetiche di rallentamento e accelerazione.
Le ragioni erano molteplici (culturali-politiche, finanziarie, archeologiche, tecniche, acustiche, pandemiche, ecc.) Ma c'era una costante: per prendere le giuste decisioni sulle attrezzature tecniche, il Goethe-Institut poteva fortunatamente contare continuamente sulla cooperazione del CRM. Il Festival ArteScienza 2021 sarà quindi il battesimo del fuoco della rinnovata sala e della sua nuova tecnologia.

Se il nostro Auditorium soddisfa le richieste artistiche e tecnologiche che gli poniamo, sarà l'inizio di una nuova era di cooperazione in ambito acustico, psicoacustico e scientifico-tecnologico – per creare nuovi e dinamici spazi di ascolto, sui sentieri della percezione, della comunicazione e delle relazioni umane. Un Auditorium come spazio aperto, non delimitato, che diventa un "ambito di fruizione esteso" per le diverse “forme traslate”.
Simbolica di queste nuove relazioni interattive sarà l'opera scultoreo-musicale adattiva degli artisti Michelangelo Lupone e Licia Galizia installata nel foyer dell'Auditorium, anche conosciuto come KunstRaum. Il 2021 è l'anno in cui si celebra il centenario dalla nascita di Joseph Beuys, e il KunstRaum del Goethe-Institut diventa per la durata di due settimane il centro di una reinterpretazione artistico-scientifica-musicale della scultura sociale.

Joachim Bernauer, Direttore Goethe-Institut Rom