
Volumi Adattivi nasce dall'incontro tra l'artista visiva Licia Galizia e il compositore Michelangelo Lupone.
E' costituita da opere che esplorano con modalità diverse, i modi espressivi del procedimento adattivo attraverso specifiche applicazioni sui materiali, sulla forma e sulla musica.
Le opere si presentano come strutture componibili e possono essere diversamente composte in base allo spazio espositivo, acustico e operativo per il pubblico.
Il termine “adattivo” sta ad indicare che l'azione del fruitore sull'opera ne muta le forme interne (rotoli) di conseguenza la musica da queste prodotte si trasforma e “l'impronta” prodotta dal fruitore determinerà un'evoluzione della forma nel tempo, da questa dipendente.
La diffusione del suono avviene tramite la vibrazione delle superfici lignee e delle lastre metalliche.
Studio I su Volumi adattivi rappresenta un primo stadio del lavoro, presentato al pubblico in occasione di ARTESCIENZA 2006.