Roma, 20 febbraio – 21 marzo 2004
Installazione sonora d’arte – Planofoni® in legno armonico
Ideazione e musica Michelangelo Lupone
Complesso Monumentale del San Michele
L’installazione sonora d’arte per la mostra “Costruire identità” si basa su Planofoni® in legno armonico (lo stesso utilizzato nella liuteria tradizionale per la costruzione degli strumenti d’orchestra).
Sospesi al soffitto come vele, hanno diffuso gli inni dei diciotto paesi europei rappresentati nella mostra, elaborandone le caratteristiche timbriche. L’intento è quello di una diffusione uniforme ed omogenea del suono che rende a tratti emergenti le singole identità creando un’ambientazione in cui i visitatori possono ritrovare i segni sonori delle diverse culture.
Inni Nazionali di Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Santa Sede, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria
Progetto: Laura Bianchini, Michelangelo Lupone
Disegno luci: Corrado Rea
Nell’ambito della mostra “Costruire identità” promossa dall’AECER Associazione Enti Culturali Esteri a Roma
Realizzazione: CRM – Centro Ricerche Musicali
Identità e Forme Sonore - Programma
Roma, 20-25 giugno 2003
Musica su carta d’artista
Installazione sonora d’arte con opere in carte trasformate in Planofoni® di Michelangelo Lupone e Gunther Uecker
Goethe-Institut Rom, Foyer
L’idea di realizzare questa mostra è nata da un incontro tra il compositore Michelangelo Lupone e l’artista tedesco Gunther Uecker. Michelangelo Lupone sperimenta da anni le sonorità prodotte e trasmesse da diversi materiali mediante l’impiego di tecnologie da lui stesso sviluppate (Planofoni®). I lavori a rilievo su carta di Uecker hanno spontaneamente suggerito l’idea di progettare un’installazione audiovisiva in comune.
Prima presentazione in anteprima mondiale, promossa da Goethe-Institut Rom nell’ambito di MusicaScienza 2003, in presenza di entrambi gli artisti.
MusicaScienza 2003
Sonor'Art - Percorso espositivo
Roma, 24 marzo 2007 - Palazzo della Farnesina, MAE Ministero degli Affari Esteri
Installazioni sonore d'arte "Planofoni"® e "Varianti in Vetro" di Michelangelo Lupone
Realizzazione
Centro Ricerche Musicali - CRM
Per la manifestazione "Farnesina Porte Aperte" Michelangelo Lupone ha ideato due installazioni sonore d'arte basate su Planofoni: Ala aperta e Sorgenti sospese ambedue per legno armonico, cedro e abete - Stradivari (quello utilizzato per gli strumenti ad arco). Il materiale, la forma e la dimensione di queste opere, sono stati progettati per ottenere sia intense trasformazioni di timbro musicale, sia un vivace movimento del suono.
In particolare l'opera "Ala aperta" (presentata in prima assoluta) è caratterizzata da una scrittura musicale analitica e riflessiva, che esplora le trasformazioni più intime del suono: dalle caotiche microparticelle delle vibrazioni agli ordinati profili degli armonici, dall'impulso breve e isolato al grande continuum sonoro.
"Sorgenti sospese" viceversa è vivace e dialogante, i suoni si posizionano e si muovono con leggerezza in oltre 30 metri di percorso del pubblico. Le alternanze timbriche, la varietà dei ritmi e delle altezze concorrono a richiamare l'attenzione del fruitore verso l'ascolto del luogo. La musica, in modo non invasivo, partecipa così alla creazione di un ambiente che integra i segni visivi e quelli sonori, i volumi architettonici e le mutazioni temporali del suono.
I Planofoni® sono sistemi vibranti basati su materiali e forme diversi. Non sono degli altoparlanti, infatti diffondono il suono con caratteristiche timbriche e temporali che dipendono dalla struttura del materiale, dalle forme geometriche, dalle curve della superficie e dai volumi.
L'installazione sonora d'arte "Varianti in vetro" si basa su risuonatori in vetro di diverse dimensioni e forme, che sono in grado di coprire tutto lo spettro udibile dall'uomo. La trasparenza e la riflessione della luce vengono portate verso il dominio del suono per costruire con esso un insieme plastico e musicale: la particolare risonanza del vetro permette ai suoni di rendere emergenti le frequenze più acute, quegli armonici che si traducono all'ascolto come timbro e come leggera, indefinita riverberazione. La varietà delle forme e delle geometrie del vetro, i modi diversi di eccitazione e risonanza, costruiscono in questa istallazione una sorta di delicata orchestra che prolunga la persistenza dei suoni, e li rivolge nello spazio circostante con discrezione e ricchezza di dettagli. L'installazione diffonde la musica di diversi compositori italiani.
Le installazioni sonore d'arte sono prodotte e realizzate dal CRM - Centro Ricerche Musicali di Roma, Centro socio della Federazione CEMAT.
Programma
Le Installazioni sonore d'arte nell'ambito di Farnesina Porte Aperte 24.03.2007
Ideazione e progettazione MICHELANGELO LUPONE
Responsabile produzione LAURA BIANCHINI
Assistente di progetto EMANUELA MENTUCCIA
Assistenti musicali CARLO LAURENZI, SILVIA LANZALONE, MASSIMO CAFARELLA
Assistenti informatici LUCA IACOMINO, ANGELO PEREZ GRANDI
Assistenti tecnici ELIO PALMAS, MICHELE PALMAS (MAE), FRANCESCO CAVALLINI
Dopo il successo, con l'iniziativa "Farnesina Porte Aperte" dell'apertura al pubblico del Palazzo del Ministero Affari Esteri e della sua Collezione d'arte italiana contemporanea, ricca di più di 200 opere, la Direzione Generale per la Promozione Culturale, in collaborazione con la Federazione Cemat, lancia il Progetto Sonor'Art: la Produzione musicale d'arte contemporanea e le Istallazioni sonore d'arte
Le installazioni sonore d'arte, concepite dal compositore Michelangelo Lupone, prodotte e realizzate dal CRM - Centro Ricerche Musicali di Roma, uno degli enti soci della Federazione CEMAT, sono opere che integrano la musica agli strumenti di diffusione del suono, allo spazio scenico e d'ascolto. Esse rappresentano una delle innovazioni del linguaggio musicale contemporaneo perché hanno dato vita ad un più generale processo di trasformazione dei modi di fruizione e di composizione dell'opera musicale.
Le installazioni, presentate in questa occasione, si basano su due importanti filoni di ricerca sviluppati negli anni Novanta al CRM: le caratteristiche vibrazionali della materia (Planofoni®), e la propagazione delle onde acustiche (Risonatori e Guide d'onda).
I Planofoni® sono sistemi vibranti basati su materiali e forme diversi. Non sono diffusori convenzionali, in quanto il suono irradiato su tutta la superficie, varia in relazione alla struttura del materiale, alle sue forme geometriche, ai suoi volumi.
I risuonatori in vetro sono in grado di coprire tutto lo spettro udibile dall'uomo. La varietà delle forme e delle geometrie del vetro, i modi diversi di eccitazione e risonanza, costruiscono in questa istallazione una sorta di delicata orchestra che prolunga la persistenza dei suoni, e li rivolge nello spazio circostante con discrezione e ricchezza di dettagli.
Le installazioni sonore d'arte diffondono la musica di diversi autori italiani
Programma Musicale
Ala aperta (Planofoni in legno armonico Stradivari. Prima presentazione assoluta)
ideazione, progetto e musica di MICHELANGELO LUPONE
Varianti in vetro (risuonatori in vetro)
ideazione e progetto MICHELANGELO LUPONE
musica di GUIDO BAGGIANI Ka-hal, MICHELANGELO LUPONE Incanto, LAURA BIANCHINI Nell'aria o sulla terra?, EMANUELE CASALE Composizione per 4, GIORGIO COLOMBO TACCANI Secondo notturno, RICCARDO DAPELO Et in luce requiescas, MARIA CRISTINA DE AMICIS Voice Leben, PAOLO PACHINI La curasse du crabe central, LUCIANO BERIO Thema (omaggio a Joyce), MICHELE TADINI Scenario, GIOVANNI COSPITO Teogonia ellittica III: Caos, Gea, Eros, GIORGIO NOTTOLI Ruota del tempo, FRANCESCO GALANTE, Retroscena, memoria di una voce, ALESSANDRO MELCHIORRE D'istanti, FRANCO EVANGELISTI Incontri di fasce sonore, MAURIZIO PISATI Spiegelkontaktfabrik, DOMENICO GUACCERO Cmpsz 2, FAUSTO SEBASTIANI Ascolto, TERESA RAMPAZZI La cattedrale, MAURO BAGELLA Una dolcezza inquieta
Sorgenti sospese (Planofoni in cedro armonico)
ideazione e progetto MICHELANGELO LUPONE
musica di JAMES DASHOW Archimede, Atto I, scena I, MICHELANGELO LUPONE Swapping, LAURA BIANCHINI Rivoli, ANDREA NICOLI Strati sottili - infranti - muovono, FRANCESCO SCAGLIOLA Clause mates. El mar del tempo, NICOLA SANI I binari del tempo, GIOVANNI VERRANDO Discanto, FRANCESCO GIOMI D8, RICCARDO BIANCHINI Klimt, MAURIZIO GIRI Quaderni 5, LAURA BIANCHINI Stormi.
Installazione permanente con Planofoni nella Palestra Grande di Pompei
Pompei Scavi, 3 agosto 2015 ore 11.00, Inaugurazione
Gioco Delle Risonanze è un’istallazione sonora d’arte site specific, un luogo di esperienza sensoriale, un ambiente immersivo e interattivo in grado di adattare e sviluppare la forma musicale in relazione alla presenza del fruitore e allo scorrere del tempo.
Tutte le componenti espressive dell’installazionesono correlate e integrano l’ascolto e la visione.
Realizzata nell’ambito del progetto di restauro della Palestra Grande degli Scavi di Pompei, nasce dal desiderio di esaltare la conoscenza culturale di quella civiltà e allo stesso tempo di offrire un’opera di alto profilo artistico che coniuga la bellezza e la forza evocativa del sito all’espressione del linguaggio musicale contemporaneo.
Gioco Delle Risonanze propone una lettura artistica del sito, degli affreschi di Moregine, esposti in permanenza nel lato sud della Palestra.
È un luogo accogliente, che stimola le forme temporali dell’immaginario, svincolando gli ambienti dalla percezione di un tempo congelato, immobile. È un ambiente non invasivo che consente al fruitore di acquisire la memoria acustica del sito con un coerente disegno sonoro che ne esalta le geometrie e i volumi architettonici. È uno spazio percettivo in grado di sollecitare nel fruitore una partecipazione emozionale.
La musica, mobile e proveniente dai materiali stessi che compongono lo spazio (Planofoni® in acciaio cortèn, Planofoni® in acciaio inox), rende emergente la percezione dei volumi, delle forme e le relazioni architetturali evidenziate dal restauro. La forma musicale si modifica ed evolve per la presenza del fruitore e in rapporto allo scorrere del tempo: ad ogni cambio di stagione si rinnova mutando alcune peculiarità timbriche e ritmiche.
La scrittura musicale propone un’interpretazione originale del suono dei metalli, dei legni e delle voci umane, destinata a valorizzare in senso espressivo, l’itinerario di visita alla Palestra.
La forma musicale prevede tre diverse aree d’intervento.
La prima area: “l’Ambiente” è caratterizzata da grandi pareti in cortèn poste alla sinistra e alla destra degli affreschi di Moregine. In essa viene realizzata una partitura musicale che utilizza la vibrazione leggera delle lastre di acciaio contigue, per disegnare traiettorie del suono lungo le superfici ed ottenere risonanze che si fondono con l’ambiente circostante.
La seconda e la terza area, rispettivamente “l’Uomo” e “Gli Strumenti del suo lavoro”, sono ricavate negli spazi che separano gli affreschi. Si tratta di due ambienti connotati dalla presenza di “Planofoni®” in acciaio inox sospesi al soffitto, disegnati dal compositore, la cui partitura musicale si sviluppa rispettivamente sulla voce e sui suoni degli strumenti di lavoro, articolati in polifonie che sfruttano la radiazione multidimensionale del Planofono e realizzano una particolare spazializzazione del suono che avvolge completamente il visitatore.
I “Planofoni®”, su cui si basa Gioco Delle Risonanze, sono sistemi vibranti, costituiti da pannelli di diversi materiali e forme, ideati dal compositore e realizzate dal CRM - Centro Ricerche Musicali di Roma. Si tratta di tecnologie non convenzionali, non sono altoparlanti, poiché diffondono il suono con specifiche dipendenti dalla struttura della materia, dalle geometrie del design, dagli orientamenti e dalle curvature delle superfici, dai volumi plastici occupati. I Planofoni® permettono di dare al suono le caratteristiche timbriche del materiale utilizzato e consentono, attraverso un’irradiazione puntuale su tutta la superficie, di disegnare lo spazio acustico in relazione allo spazio architettonico.
Ideazione, Planofoni® e Musica
Michelangelo Lupone
Progetto
Michelangelo Lupone e Laura Bianchini
Con la collaborazione di
Lorenzo Seno, coordinamento scientifico
Emanuela Mentuccia, assistente di progetto
Alessio Gabriele e Silvia Lanzalone, assistenti musicali
Maurizio Palpacelli responsabile tecnico
Jonathan Antonelli assistente audio
Realizzazione CRM - Centro Ricerche Musicali - Roma
L’Aquila, dal 27 agosto al 10 ottobre – GSSI Gran Sasso Science Institute
Opere scultoreo-musicali adattive, incontri, colloqui sull’arte pubblica e sulle nuove forme d’arte integrate nell’ambito della Perdonanza Celestiniana 2019
Sarà inaugurata martedì 27 agosto presso i locali del Rettorato del GSSI – Gran Sasso Science Institute all’Aquila (in via Michele Jacobucci 2) l’installazione Ambiente Interattivo e Forme Sensibili, nella quale verranno proposte le opere scultoreo-musicali Mare oscuro e Fonte degli artisti Licia Galizia (progetto plastico-spaziale e sculture) e Michelangelo Lupone (progetto sonologico e musica). L’allestimento sarà visitabile ogni giorno, fino al 10 ottobre, dalle 19:00 alle 22:00.
Il progetto di uno spazio interattivo-adattivo dinamico si inserisce nel naturale percorso di ricerca affrontato dal Pac Progetto Arte Contemporanea di L’Aquila e dal CRM Centro Ricerche Musicali di Roma, che mette in gioco il rapporto fra materia, forma, luce e suono, e fra arte e ricerca scientifica.
Le opere scultoreo-musicali adattive Mare oscuro e Fonte faranno da cornice a incontri e colloqui con studenti e pubblico tenuti dagli artisti. Presentate in una particolare configurazione a L’Aquila in occasione della Perdonanza Celestiniana, nella ricorrenza dei dieci anni dal terremoto, le due opere sono state presentate anche lo scorso luglio al Macro di Roma nell’ambito del festival ArteScienza 2019 organizzato dal CRM.
Le due opere traggono ispirazione dall’acqua e sviluppano i concetti di opposizione duale che caratterizzano la natura di questo elemento: portatrice di “morte” oppure veicolo e generatore di “vita”. L’idea basilare del progetto è mettere in evidenza la valenza antitetica di questo elemento ma, al tempo stesso, attraverso la dialettica tra le forme plastiche astratte e tra due partiture musicali costantemente variate, la dualità che informa gran parte della nostra cultura e la simbologia religiosa della nostra tradizione.
La prima e la più imponente delle due opere, Mare oscuro, composta da diversi moduli interattivi, si ispira al mar Mediterraneo e ne propone l’aspetto più cupo e tragico. La sua forma obbliga il fruitore a interagire con l’opera, che sfiorando le “onde” attiverà eventi musicali, ogni volta diversi e cangianti.
La musica, resa udibile attraverso la vibrazione del basamento di legno e delle lastre, è prodotta con un insieme di piccolissimi grani sonori che si addensano e si dilatano nel tempo. La densità mutevole dei grani e il loro movimento sulla superficie delle lastre realizza molteplici sfumature di suoni che il fruitore può modulare toccando e sfiorando le lastre.
La seconda opera, Fonte, è ispirata all’energia e alla sua potente forza vitale. È composta da un modulo in legno verniciato arancio con elementi sensibili in vetro sintetico. Sfiorando delicatamente gli elementi sensibili si attivano le variazioni sonore. Il carattere musicale di quest’opera è vivace, ritmico e brillante.
Ambiente Interattivo e Forme Sensibili – comunicato stampa
Ambiente Interattivo e Forme Sensibili – manifesto
Roma, 1-6 giugno 1998
Ideazione e progetto sonoro Michelangelo Lupone
Museo Acquario Romano
Il design delle installazioni di Gianfranco Lucchino si è ispirato all'architettura del museo riproponendo il disegno del lucernario. Due strutture circolari formate da 12 Planofoni® in alluminio e 12 in legno armonico, sono state sospese a 3.5 mt. di altezza e utilizzate per la diffusione di opere contemporanee.
L'area di ascolto, controllata in un'estensione di circa 3 metri, ha consentito un ascolto omogeneo e dettagliato della musica mentre pubblico poteva spostarsi per apprezzare la particolare miscela timbrica offerta dal legno e dal metallo.
Design: Gianfranco Lucchino
Ideati dal compositore Michelangelo Lupone i Planofoni® sono stati presentati in prima assoluta all’Acquario Romano di Roma in occasione della manifestazione internazionale di Musica, Arte e Cultura contemporanea MusicaScienza ‘98
Roma, 1-9 giugno 1999
Installazione sonora d’arte
Accademia Filarmonica Romana
Le installazioni sonore Guide del suono, basate su tecnologie a guida d’onda, consentono una diffusione del suono circoscritta, permettendo il disegno dello spazio sonoro con interventi puntuali e localizzati.
Le Guide d’onda sono ottenute con condotti tubiformi di geometria cilindrica e conica di dimensioni variabili la cui lunghezza è proporzionale alla frequenza più grave emessa.
La particolare diffusione del suono di queste installazioni permette sonorizzazioni che creano percorsi e aree di ascolto diversificate.
Guide del suono - CRM MusicaScienza 1999
Roma, 24 marzo 2007
Installazione sonora d’arte nell’ambito di "Farnesina Porte Aperte"
Ministero degli Affari Esteri, Palazzo della Farnesina
Ala aperta è un’installazioni sonora d'arte basata su Planofoni®, in legno armonico, cedro e abete Stradivari (utilizzato per gli strumenti ad arco). Il materiale, la forma e la dimensione di quest’opera, sono stati progettati per ottenere sia intense trasformazioni di timbro musicale, sia un vivace movimento del suono.
L’opera Ala aperta è caratterizzata da una scrittura musicale analitica e riflessiva, che esplora le trasformazioni più intime del suono: dalle caotiche microparticelle delle vibrazioni agli ordinati profili degli armonici, dall'impulso breve e isolato al grande continuum sonoro.
Zagabria, 19 aprile 2007
Installazione sonora d’arte basata su Olofoni e Planofoni®
Progetto, musica e disegno sonoro: Laura Bianchini, Michelangelo Lupone
HDLU per la 24a Biennale musicale di Zagabria
Realizzata dal CRM - Centro ricerche musicali, Roma
Promossa da Federazione Cemat - Sonora
Con il sostegno del Ministero degli Affari esteri, Ministero per i Beni culturali - Direzione generale per lo spettacolo dal vivo.
IIC - Istituto italiano di cultura di Zagabria
Assistente audio: Carlo Laurenzi
Tipologia di installazioni sonore d’arte: le installazioni, presentate alla Biennale di Zagabria, si basano su due importanti filoni di ricerca sviluppati negli anni Novanta al CRM: la propagazione delle onde acustiche (Olofoni, Risonatori e Tubi sonori) e le caratteristiche vibrazionali della materia (Planofoni®), quest’ultima con la collaborazione del Centro ricerche Fiat e il DIMI - Università di Roma Tre.
Il suono esteso
Questa installazione sonora d’arte, creata in occasione della Biennale di Zagabria, si compone di due sezioni: una all’esterno e l’altra all’interno dell’edificio HDLU. La sezione esterna, basata sugli Olofoni - proiettori sonori, posizionati tutti intorno all’edificio, è stata concepita per ottenere una diffusione della musica estremamente dettagliata, nonostante la vastità dell’area e l’articolazione complessa dello spazio in cui opera. Il pubblico può muoversi o fermarsi nei vari punti dell’installazione, scegliendo la propria posizione ideale d’ascolto, fissando la propria attenzione su una o più traiettorie del suono.
Il punto di convergenza del suono è poi realizzato all’interno dell’HDLU con Margherita di metallo, un’installazione basata su Planofoni® sospesi al soffitto. Margherita di metallo crea un ambiente risonante e concentrato dove le persone possono ascoltare la musica muovendosi nello spazio o sedendo sul pavimento.
Questa presentazione è caratterizzata da una importante presenza musicale eterogenea in quanto sia la diffusione estesa all’esterno, sia quella omogenea e avvolgente all’interno, propongono due diverse modalità di ascolto di opere composte appositamente da Laura Bianchini e Michelangelo Lupone.
Solopaca, 7 settembre 2007
Installazione ambientale permanente di Mimmo Paladino e Michelangelo Lupone
Acquedotto dell’Alto Calore, Monte Pizzuto, Solopaca (BN)
L'opera musicale di Michelangelo Lupone è integrata all’opera scultorea di Mimmo Paladino per l’Acquedotto dell’Alto Calore di Solopaca.
L'intervento artistico del maestro Paladino per la galleria realizzata dall’Alto Calore, in Solopaca, ha come incipit l’acqua e la natura, e intende porgere al grande pubblico una lettura espressiva del luogo e dell’ambiente in cui sono stati effettuati gli scavi che permettono il rifornimento idrico dell’intera zona limitrofa.
L’intervento prevede l’integrazione con un’opera musicale che il maestro Paladino ha richiesto al compositore Michelangelo Lupone, con l’intento di fondere e trasformare il suono dell’acqua in un tessuto musicale. Il maestro Lupone ha concepito per l’occasione un’opera musicale infinita, cioè in grado di evolvere la forma e rigenerare i suoni nel tempo, come un organismo vivente. L’opera, dal titolo Sorgenti nascoste, trae dalle modulazioni continue dell’acqua, il suono di un canto sublimato, essenziale e intimamente connesso alle mutazioni dell’ambiente. La partitura dell’opera utilizza un computer che analizza gli eventi sonori appena generati e li trasforma ogni giorno in una polifonia diversa che emerge, si evolve e scompare tra i suoni della natura circostante.
Quattro grandi mutazioni musicali caratterizzano il cambio delle stagioni attraverso la trasformazione del timbro e del ritmo dei suoni. Il carattere espressivo tiene in considerazione le diverse condizioni climatiche e luminose di ogni stagione, questi elementi sono parte integrante dell’evoluzione della musica e sono stati concepiti per porgere al fruitore una percezione fortemente integrata e sempre rinnovata del complesso visivo e sonoro del luogo.
L’inizio dell’opera musicale è anticipato da una Ouverture che mette in evidenza gli elementi salienti della forma e del canto trasformato dell’acqua, questa sarà ascoltabile il giorno dell’inaugurazione e presenterà la sintesi dei criteri compositivi ed espressivi; dopo di essa l’opera comincerà il proprio percorso evolutivo con l’”Estate” che, in modo non invasivo, sarà fruibile negli spazi limitrofi all’opera scultorea.
Per la realizzazione tecnologica dell’opera Sorgenti nascoste, è stato impegnato lo staff del CRM-Centro Ricerche Musicali di Roma, che ha progettato e implementato i programmi di analisi ed evoluzione del suono e gli specifici altoparlanti che sono integrati nell’architettura del luogo e sono adibiti alla spazializzazione del suono.
Ideazione, progetto e composizione musicale: Michelangelo Lupone
Responsabile della produzione e coordinamento: Laura Bianchini
Assistente progetto: Emanuela Mentuccia
Direzione scientifica: Lorenzo Seno
Assistenti musicali: Silvia Lanzalone, Carlo Laurenzi
Assistente informatico: Alessio Gabriele
Realizzazione: CRM - Centro Ricerche Musicali
Galleria Alto Calore - via Camposauro (Strada per Vetulano S. Stefano), Solopaca.
Dove a Solopaca
Roma, 18 – 22 giugno 2001
Ideazione e progetto sonoro: Michelangelo Lupone
Museo di Roma in Trastevere - Area espositiva permanente
Nell’ambito di MusicaScienza 2001 Il Sogno Di Una Macchina. L’interazione Uomo-Macchina nella Performance Musicale.
L’installazione con i Planofoni® in legno armonico, realizzata per il Museo di Roma in Trastevere, è stata collocata nell’area espositiva permanente del Museo che raffigura scene della vita popolare romanesca di fine Ottocento.
I Planofoni®, inseriti in modo coerente nello spazio di esposizione, hanno animato le scene rappresentate dalle opere pittoriche esposte, diffondendo musiche e poemi di quel periodo facenti parte della collezione del Museo e della Discoteca di Stato.
Il pubblico, attraversando i diversi spazi, ha potuto vivere in modo originale l’ascolto ed essere parte attiva nell’esperienza musicale.
Roma, 20 febbraio-10 aprile 2010
Installazione adattiva plastico-musicale di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
Mara Coccia, Arte Contemporanea
Nell'ambito della personale Onde di Licia Galizia
La mostra di Licia Galizia ruota intorno al concetto di onda inteso nelle sue varie accezioni, a partire dalla generica definizione fisica dell’onda come perturbazione che si propaga attraverso lo spazio trasportando energia. Le installazioni realizzate in ferro, in legno e in acciaio inox, hanno dimensioni variabili in quanto costituite da elementi modulari e modulabili. Tra le opere esposte Onde (acciaio inox satinato, misure variabili, 2009) presentata per la prima volta nella mostra 9 x 99, a cura di Gioia Mori, allestita nella Caserma Vincenzo Giudice a Coppito, L’Aquila (6-31 luglio 2009) e l’installazione adattiva musicale e plastica Musica in Forma in grado di interagire con il pubblico e con l’ambiente circostante.
Ideata con il compositore Michelangelo Lupone Musica in Forma è stata prodotta e realizzata in collaborazione con il Centro Ricerche Musicali-CRM di Roma.
La ricerca di Licia Galizia è caratterizzata da un continuo riferimento a problematiche estetico-concettuali che ruotano intorno alla percezione e alla comprensione dello spazio-tempo, nei limiti della sua definibilità artistica e del suo continuo divenire e mutare nelle forme e nelle relazioni. Il rigore astratto, in alcuni casi rivolto alla scoperta e alla discussione di nuove geometrie, si configura in immagini nitide e complesse all’interno delle quali il rapporto con lo spazio figurativo, prescelto o obbligato, è importante quanto il segno che lo definisce. La scelta di un’espressione in senso lato “scultorea” e/o “architettonica” piuttosto che “pittorica” non è pregiudiziale, ma riguarda piuttosto una progressiva maturazione e una diversa consapevolezza dell’affinità tra la mente che pensa l’oggetto d’arte, il braccio che esegue l’opera e i materiali usati.
L’opera di Licia Galizia vuole essere perciò un “work in progress” che, a partire dal 2005, sviluppa importanti momenti di incontro con le ricerche più avanzate della musica contemporanea.
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Roma, 26-30 giugno 2000
Installazione sonora d’arte basata sui Planofoni®
Accademia Filarmonica Romana, Sala Casella
L’Installazione sonora d’arte Infinito si basa su Planofoni®, sistemi vibranti costituiti da pannelli di materiali e forme diverse (legno, metallo, plastica, pelle) che rappresentano il risultato di un’importante ricerca effettuata presso il CRM sulla qualità e i modi di diffusione del suono nello spazio. La sua forma a “S” presenta due facce di materiali diversi: legno armonico e acciaio. Il pubblico può avvicinarsi alle pareti e sostare nelle curve interne dell’installazione per ascoltare la musica appositamente scritta dal compositore.
La disposizione dei Planofoni mira a creare due piccole stanze, ognuna delle quali sfrutta le sonorità di uno solo dei due materiali scelti: l’acciaio e il legno armonico. Ma le due stanze sono collegate tra di loro in modo tale da offrire all’ascolto anche uno spazio aperto, in una sorta di tensione verso lo spazio infinito.
Il lavoro di costruzione dell’installazione, ha richiesto tempi lunghi e ha richiesto competenze diversificate: da maestri liutai ad artigiani specializzati nella lavorazione dei vari materiali, a tecnici professionisti per il cablaggio audio.
L’installazione è stata presentata in prima assoluta a Roma nell’ambito di MusicaScienza 2000
Roma, 18-25 settembre 2004
Installazione sonora d’arte basata su proiettori sonori paraboloidi
Ideazione e musica di Michelangelo Lupone
Goethe-Institut Rom, Auditorium
Ideata da Michelangelo Lupone per la diffusione delle opere elettroniche di Domenico Guaccero, in occasione del ventennale dalla sua scomparsa, l’installazione sonora Riflessi è stata successivamente rivista dal compositore e adattata alla diffusione di proprie opere.
Le sorgenti sonore, disposte sul soffitto, utilizzano paraboloidi di riflessione per generare lobi di radiazione molto direzionati e controllabili dinamicamente. Le sorgenti di suono sono 16 e dividono lo spazio d’ascolto con una fitta rete di incroci che permette di ottenere rapidi spostamenti del suono e traiettorie non lineari.
Riflessi è stata concepita per estendere il controllo dei movimenti verticali del suono e la dislocazione timbrica delle sorgenti.
Data la particolare posizione in cui viene collocata l'installazione, la fruizione è su diversi lati. Il pubblico può muoversi attorno ad essa e l'ascolto avviene in modo multifonico su 4 canali.
È stata presentata in occasione della prima edizione della biennale internazionale ArteScienza 2004
Roma, 1 – 2 giugno 1999
Installazione sonora d’arte basata sui Planofoni®
Ideazione e progetto sonoro: Michelangelo Lupone
Accademia Filarmonica Romana, Sala Casella
Questa installazione sonora d’arte basata sui Planofoni® è stata realizzata nel 1999 alla Sala Casella - Accademia Filarmonica Romana, in occasione dello spettacolo Il sogno di una macchina, mise en scene del dialogo immaginario tra Anais Nin ed Edgar Varèse scritto da Guido Barbieri e Sandro Cappelletto. Coordinamento artistico Laura Bianchini.
Interpreti d’eccezione Sylvano Bussotti (nelle vesti di Varèse) e l’attrice Anna Maria Gherardi (nelle vesti della Nin).
L’installazione è stata utilizzata sia per diffondere la musica di Varèse che le voci degli attori.
I pannelli sonori che la compongono sono stati realizzati in diverse forme e materiali (ottone, alluminio, legno), per permettere una diversificazione del timbro e consentire al pubblico di vivere una dimensione percettiva d’ascolto non convenzionale e intima.
Orchestra, una delle forme d’arte di Il sogno di una macchina, utilizza due materiali molto diversi tra loro: legno e ottone.
I pannelli vibranti conferiscono al suono le caratteristiche timbriche tipiche dei materiali utilizzati colorandolo in modo diversificato: profondo ma limitato in banda il legno, brillante e quasi riverberante il metallo.
L’installazione è stata realizzata dal CRM nell’ambito di MusicaScienza 1999
Roma, 21 – 22 dicembre 2005
Ideazione e progetto: Michelangelo Lupone
Selezioni musicali: Laura Bianchini
Discoteca di Stato, Cortili
L’idea progettuale dell’installazione con Olofoni proiettori sonori, si basa su una sofisticata ma non invadente ambientazione che caratterizza lo spazio mettendo in evidenza alcuni elementi architettonici con un disegno della luce e musica.
La diffusione musicale ha utilizzato brani dell’archivio storico della Discoteca di Stato con l’intento di creare, in una miscela di stili e organici diversi, un’ambientazione gioiosa e di intrattenimento caratteristica della cultura musicale romana.
L’ installazione basandosi su un sistema d’irradiazione del suono innovativo, come quello degli Olofoni, genera un ambiente sonoro preciso e dettagliato, senza essere invasivo. Anche restando sullo sfondo permettono una profonda e naturale percezione dello spazio e della sua capacità evocativa.
Roma, 20 novembre 2007 – 20 marzo 2008
Ideazione e progetto Installazione: Michelangelo Lupone
Musica: Laura Bianchini, Michelangelo Lupone
Museo del Corso
Realizzazione: CRM – Centro Ricerche Musicali
Realizzata per la mostra “Capolavori dalla Città Proibita. Qianlong e la sua corte”, promossa dalla Fondazione Roma al Museo del Corso (progetto di allestimento dell’arch. Caputo), Canto sotteso è un’opera che fonde la musica all’ambiente e alla forma plastica.
La musica, appositamente scritta per la mostra in relazione ai tratti semantici o simbolici che caratterizzano gli ambienti e gli elementi esposti, si ispira ad alcuni canti tradizionali cinesi e ne elabora polifonicamente il tessuto armonico.
L’irradiazione della musica avviene in modo omogeneo lungo le superfici dei Planofoni®, sfruttando le caratteristiche vibrazionali e timbriche del metallo (ottone) e le capacitò di riflessione dell’ambiente.
Posta lungo il corridoio che separa le due aree della Mostra (l’ingresso alla Città Proibita e il passaggio dagli ambienti privati dell’Imperatore alla Sala del trono), accompagna il transito degli spettatori con una delicata fuga musicale che spazializza i suoni suggerendo la direzione del percorso. Ciò genera la perdita di localizzazione delle sorgenti e accentua la percezione della risonanza specifica dell’ambiente.
Roma, 3 – 9 giugno 2002
Installazione sonora di Michelangelo Lupone
Goethe-Institut Rom, Giardini
L’installazione sonora “Dialoghi” è basata su tecnologie a Guida d’onda.
La diffusione del suono è circoscritta e permette di disegnare lo spazio sonoro con interventi puntuali e dialoganti.
L’installazione è stata concepita per stimolare il pubblico ad esplorare lo spazio scoprendo le sorgenti del suono.
MusicaScienza 2002
Roma, 27 – 30 ottobre 1994
Ideazione e progetto: Laura Bianchini, Michelangelo Lupone
Acquario Romano
Realizzazione: CRM – Centro Ricerche Musicali
L’installazione si ispira alla radio, in particolare ad alcuni aspetti caratteristici della radiofonia: la sintonizzazione libera per ogni ascoltatore, la possibilità di muoversi durante l’ascolto. La diffusione di 16 radiofilm che la RAI Radiotre ha commissionato ad altrettanti compositori e scrittori è stato lo spunto per una riflessione sul mezzo di diffusione radiofonico.
Durante lo spettacolo/installazione, la diffusione avviene attraverso l’uso di radio cuffie e l’ascoltatore puo’ sintonizzarsi su 4 canali differenti per ascoltare 4 radiofilm per ogni sera, e muoversi, occupando altri sensi, come abitualmente si fa quando si ascolta la radio. Contemporaneamente può visitare una mostra di strumenti di fantasia realizzati con materiali riciclati dallo scultore tedesco Dimplfmeier e nell’anello, al primo piano giocare con puzzle e altri giochi.
Roma, inaugurazione venerdì 6 febbraio 2015 - ore 17:30.
Opera Musicale Adattiva di Michelangelo Lupone
Fontane della GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma
Ideazione
Una bacchetta disegna forme labili nell’acqua lasciando scie e profili visivi e sonori fugaci. Sono i gesti del pubblico che con la punta immersa di una bacchetta generano e fanno scaturire dall’acqua la musica. La continua mutazione delle forme, delle velocità e delle posizioni, modifica i timbri, i ritmi, la dinamica dei personaggi dell’intreccio musicale che si sviluppa con infinite variazioni nel tempo.
La musica, vivace o calma, assume forme immateriali che fanno vibrare l’acqua con leggere increspature che seguono e s’integrano al gesto del pubblico.
Progetto, Musica e Tecnologie
Forme immateriali è un’opera musicale site-specific concepita dal compositore Michelangelo Lupone in modo da essere completamente integrata alle due fontane del cortile della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, sia per quanto riguarda la struttura architettonica, che per ciò che concerne il materiale sonoro.
La musica è generata a partire dalla trasformazione dei suoni dei getti d’acqua che si riversano nelle due vasche.
I continui movimenti d’acqua delle due fontane producono i suoni che vengono acquisiti e modificati da un’avanzata tecnologia di rilevazione e attuazione acustica, allo scopo di realizzare diversi gradi di trasformazione musicale.
Il suono dell’acqua, dopo essere stato rilevato, viene analizzato da un computer, che ne estrae brevi frammenti (grani) per ricomporli in sequenze di suoni con altezze, ritmi e timbri diversi.
Le sequenze prodotte sono organizzate in una partitura polifonica e diffuse in acqua con speciali lenti sonore collocate nelle due vasche.
La tessitura musicale così ottenuta permette alle due vasche di dialogare musicalmente e di creare giochi di “primo piano” e “sfondo” nello spazio del cortile.
Il pubblico può immergere in acqua la punta di una bacchetta sensibile, che è disponibile ai bordi di ciascuna vasca, e muovendola influenza la forma musicale e le traiettorie spaziali dei suoni.
L’opera è una commissione della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, realizzata dal Centro Ricerche Musicali – CRM.
Produzione e allestimento Centro Ricerche Musicali - CRM Roma
Responsabile della produzione e dell'organizzazione, Laura Bianchini
Architetto progetto esecutivo, Emanuela Mentuccia
Assistenti musicali, Alessio Gabriele, Silvia Lanzalone
Assistenti tecnici, Maurizio Palpacelli, Leonardo Mammozzetti
GNAM Galleria nazionale d’arte moderna
Viale delle Belle Arti, 131
Forme Immateriali - Dossier stampa
Forme immateriali - Articolo e video su Repubblica TV
Dal 25 settembre al 30 ottobre, palazzo Fibbioni a L'Aquila ospiterà la mostra The Making of, a cura di Maria Paola Orlandini e Raffaele Simongini: un originale evento d'arte contemporanea, all’interno del quale viene presentata in prima assoluta Confine opera musicale adattiva di Licia Galizia e Michelangelo Lupone, produzione tecnologica del CRM – Centro Ricerche Musicali.
The Making of prende le mosse dalla rubrica della trasmissione televisiva Art News, prodotta da Rai Educational per Rai Tre e Rai Storia, per la quale alcuni tra i più prestigiosi artisti italiani hanno realizzato in esclusiva un’opera, mettendo in scena le diverse fasi del processo creativo.
In esposizione a L'Aquila tredici opere di Giovanni Albanese, Gianni Berengo Gardin, Luciano De Liberato, Elliott Erwitt, Andrea Lelario, Marcello Mariani, Ugo Nespolo, Mimmo Paladino, Stefano Piali, Arnaldo Pomodoro e una prima assoluta: Confine, opera scultoreo musicale di Licia Galizia e Michelangelo Lupone (collezione privata, Roma).
Inoltre, un omaggio speciale a Carla Accardi e Alberto Sughi.
Pittura, astratta e figurativa, installazioni, scultura e fotografia: i visitatori potranno ammirare le opere e, accanto, i video in cui gli artisti raccontano l'intera realizzazione, dall’idea-intuizione di un progetto, alla formatività della materia attraverso la tecnica, fino all’espressione compiuta dell’opera d’arte.
Dopo una prima edizione romana, sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, premiata con la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica, The Making of approda a L’Aquila, città simbolo internazionale di trasformazione, teatro oggi di un gigantesco making of, che coinvolge cittadini e istituzioni chiamati a sperimentare la “necessità” della cultura in situazioni di disagio sociale, quando l’espressione artistica può rivelarsi elemento di coesione e riconoscimento collettivo.
L'inaugurazione è in programma giovedì 24 settembre 2015 alle ore 12.00 a Palazzo Fibbioni, in via San Bernardino a L'Aquila. La mostra sarà poi aperta al pubblico dal 25 settembre al 30 ottobre. Dibattiti e presentazioni di documentari e film accompagneranno il percorso della mostra.
L'evento è sostenuto dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane e dall’Assessorato alla Cultura del Comune de L’Aquila. Si avvale della collaborazione di Rai Cultura.
Roma - Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, 3, 4 dicembre, l’installazione sonora d’arte “Il Suono di Scelsi” non potrà essere realizzata per motivi di sicurezza del sito.
A causa di recenti eventi internazionali, per evitare di incorrere in situazioni di rischio, le strutture afferenti all’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi chiedono di collaborare alle misure straordinarie di sicurezza. Di conseguenza, l’installazione sonora d’arte con Olofoni prevista negli spazi del sito, purtroppo non potrà essere realizzata.
www.scelsi.it
Musica e tecnologia negli anni Cinquanta, Programma
Il 1 giugno inaugurerà OASI, in uno degli spazi espositivi più interessanti per l’arte contemporanea di San Paolo. Promossa dall’Istituto Italiano di Cultura l’installazione adattiva scultoreo-musicale di Licia Galizia e Michelangelo Lupone resterà in esposizione fino al 15 luglio.
Foto: Barrica Cantone
OASI è un luogo di esperienza multisensoriale, un ambiente immersivo e interattivo in grado di mutare nel tempo, di adattare e sviluppare la forma musicale in relazione ai gesti del fruitore. Tutte le componenti espressive di OASI sono correlate e integrano l’ascolto, il tatto e la visione.
L’installazione presenta due aree contigue e interconnesse, caratterizzate ciascuna da un punto di convergenza dove il fruitore può stabilire un dialogo intimo con la musica e dar vita alle sue mutazioni cogliendone la coerenza con le forme plastiche e le caratteristiche della materia.
Nella prima area (OASI1) elementi vibranti si inseriscono nelle pareti e nel pavimento assumendo un andamento sinuoso, come vele mosse dal vento. Gli stessi elementi irradiano il suono con proprietà diverse, costruendo, intorno al visitatore, una musica dinamica e avvolgente con traiettorie che guidano la percezione di uno spazio virtuale in elevazione.
Nella seconda area (OASI2) elementi mobili sono sospesi al centro di un nucleo che accoglie il fruitore. La musica generata e modulata dalle forme plastiche, le mutazioni di calore e di vibrazione della materia guidano la percezione di una discesa verso il basso, un avvicinamento ad un punto focale generativo.
Tutti gli elementi dell’installazione sono sensibili alla posizione, al movimento, al contatto con il fruitore; le superfici incise, forate, piegate, propongono una lettura tattile dei segni e dei modi di vibrazione correlati alla partitura musicale.
Licia Galizia, scultrice - Michelangelo Lupone, compositore
Nota critica
L’immersione nello spazio e l’interazione con l’opera che nella ricerca di Galizia e di Lupone hanno preso la forma originale di installazioni scultoreo-musicali adattive, cioè imprevedibili nei loro sviluppi conseguenti alla complessità della partecipazione, con OASI diventano un progetto didattico che ha molte valenze. Mettendosi a disposizione di una fruizione diversa, come quella di persone con differenti tipi di disabilità, OASI tocca in maniera ancora più pregnante quanto abbiamo cercato di precisare con il termine “postumano”, ovvero un modello di sviluppo per devoluzione anziché per evoluzione. Se l’evolvere indica un procedimento unificante e progressivo, al contrario la devoluzione realizza uno scambio con l’ambiente che non avviene per assimilazione funzionale a modelli ma per adattamenti sensibili alle differenze e quindi disponibili a produrre forme inedite di esistenza.
Franco Speroni, storico dell’Arte contemporanea, docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze
Nota del curatore
OASI è un’installazione adattiva scultoreo-musicale, risultato artistico di un progetto di ricerca denominato ADAMO (Adaptive Art and Music Opera) sostenuta dalla Regione Lazio, in collaborazione con altri partner. È stata commissionata dal MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma nel 2014.
L’installazione, che integra le forme scultoree alla musica e ai dispositivi di diffusione del suono, è stata concepita con la specifica finalità di estenderne la fruizione a persone disabili.
La collaborazione tra i due artisti risale al 2005, con Studio I su Volumi adattivi (Musica Scienza - Goethe-Institut Rom), la prima di una serie di opere, temporanee e permanenti, in grado di interagire con il fruitore e di adattarsi alle condizioni dell’ambiente circostante.
Tali opere si basano su Planofoni®, una particolare tecnologia sviluppata al CRM, in grado di sfruttare musicalmente e plasticamente le caratteristiche vibrazionali dei materiali naturali e sintetici (metalli, legno, vetro, resine).
La concezione innovativa delle opere risiede nella completa integrazione della musica alla forma plastica: la partitura musicale si basa, infatti, sui timbri e le altezze generati dalle forme messe in vibrazione o fatte risuonare con appositi dispositivi elettronici. La geometria delle forme e i materiali scelti per ogni opera permettono di disegnare degli spazi visivi e acustici distinti e caratterizzati. Il tempo e lo spazio, rispettivamente dominio privilegiato della musica e della forma plastica, convergono fino a coincidere in un’esperienza di fruizione nuova, sia per l’opera musicale sia per quella visiva.
Laura Bianchini, compositrice, direttore del Centro Ricerche Musicali
OASI - Notas
Realizzato per ArteScienza “Inventare il futuro” da giovanissimi musicisti e compositori nell’ambito del progetto SIAE “Sillumina” Bando 2 - Nuove opere.
Il Giardino dei suoni segreti è un progetto basato su quattro installazioni musicali interattive ed è concepito per i Giardini del Goethe-Institut di Roma, che combinano e integrano la forma plastica alla musica, ai mezzi di diffusione del suono e al contesto ambientale.
Le Installazioni, affidate alla creatività di quattro giovani artisti-musicisti-ricercatori: Elena D’Alò, Flavia Massimo, Giuseppe Desiato, Claudio Panariello, sono distribuite in quattro macro aree e sono ispirate all’ Aria, all’ Acqua, alla Scoperta, al Dialogo.
Le Installazioni rispondono e si modificano in relazione alla presenza e/o all’azione del visitatore e si differenziano tra loro sia per la tipologia di irradiazione e trattamento del suono, sia per le forme plastiche e le superfici architettoniche occupate. Ognuna di esse è basata su un sistema indipendente di diffusione del suono e insieme formano un percorso sensoriale, una sorta di attrattori, che attirano e allo stesso tempo guidano il pubblico alla scoperta del giardino e dei suoi segreti, permettendone una caratterizzazione musicale.
L’esecuzione delle installazioni distribuite nel giardino è simultanea e ciclica. Il percorso di visita, disegnato nella mappa riportata di seguito, è libero per permettere al pubblico di muoversi agilmente nel contesto.
“Il Giardino dei suoni segreti è un progetto che intende potenziare la percezione di un luogo poco noto al pubblico, attraverso forme d’arte integrate, non invasive, integrate all’ambiente, per stimolare le forme temporali dell’immaginario e sollecitare nel fruitore una partecipazione emozionale gioiosa.
Staff
Direzione generale Laura Bianchini
Consulenza artistica – Tutor Michelangelo Lupone
Realizzazione installazioni Elena D’Alò, Claudio Panariello, Flavia Massimo, Giuseppe Desiato
Bozzetto MutaFORMA di Flavia Massimo realizzato da PAC Progetto Arte Contemporanea diretto da Licia Galizia
Progetto scenografico e light design Emanuela Mentuccia
Coordinamento tecnico progetto Giuseppe Silvi
Assistenti Musicali Michela Papa, Edoardo Mammozzetti, Edoardo Bellucci
Allestimento luci a cura di FoxSound Service
Allestimento video a cura di ArtSound81
Roma, 18 settembre 2004
Installazione sonora d’arte e funzionale
Ideazione: Michelangelo Lupone
Goethe-Institut Rom, Giardini
Questa installazione è stata ideata per lo spazio aperto del giardino del Goethe-Institut. Le sorgenti di suono sono distribuite su 19 punti di irradiazione caratterizzati da tre tipi di timbro. L’installazione è stata realizzata con “Schermi riflettenti” che convogliano il suono in aree diverse del giardino e disegnano traiettorie oblique e una scena stereofonica modulata in profondità e larghezza.
Musica AAVV
ArteScienza 2004
Roma, 25 maggio-6 giugno 2006
Installazione sonora d’arte adattiva di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
Goethe-Institut Rom, Foyer
L’opera "Studio II su Volumi adattivi ", rappresenta la prima sperimentazione destinate alla realizzazione del progetto più ampio dal titolo Volumi adattivi.
Il progetto, nasce dall’incontro tra la scultrice Licia Galizia e il compositore Michelangelo Lupone, e si pone l’obiettivo di produrre una serie di opere che esplorano con modalità diverse, i modi espressivi del procedimento adattivo attraverso specifiche applicazioni sui materiali, sulla forma e sulla musica.
Le opere si presentano come strutture componibili e possono essere diversamente assemblate in base allo spazio espositivo, acustico e operativo per il pubblico. La scelta di produrre opere combinabili tra loro permette di concepire ogni opera come modulo parziale, autonomo ma in relazione agli altri, univoco espressivamente e formalmente ma integrato agli altri per dimensioni e caratteristiche tecniche.
In questo primo Studio sono state evidenziate le caratteristiche dei due materiali principali: l’alluminio e il rame. Le loro caratteristiche sonore, la geometria e la disposizione su due grandi pannelli, partecipano alla costruzione di un’opera che si sviluppa in modo integrato nello spazio (elementi plastici) e nel tempo (elementi musicali).
L’opera è composta di un pannello a muro, di metri 3 x 4.50, costruito a moduli di 9 pezzi da un metro x 1,5. Il pannello simula un muro ed ha alla base una pedana lievemente inclinata, sempre modulare, delle stesse dimensioni. Il materiale di entrambi è il legno. Sulla struttura lignea Licia Galizia ha eseguito dei “tagli”, utilizzando lastre di diverse dimensioni, che si inseriscono a differente profondità nel legno. Il metallo prescelto è stato l’alluminio aeronautico, in virtù della sua resistenza e duttilità. Per qualche inserto, è stato preferito il rame. Alcune lastre mobili, degli stessi metalli, si incastrano negli elementi aggettanti o nei tagli. Queste parti mobili sono verniciate ed incise con segni coerenti con il linguaggio progettuale dell’artista ed in razionale rapporto con la struttura nel suo complesso.
Il pubblico, spostando gli elementi mobili, determina di volta in volta un mutamento nella configurazione della struttura, cui fa riscontro, nel rapporto con la musica, una continua variazione del suono e dei ritmi.
Il termine “adattivo” sta ad indicare che l'azione del fruitore sull'opera ne muta le forme interne (rotoli) di conseguenza la musica da queste prodotte si trasforma e “l'impronta” prodotta dal fruitore determinerà un'evoluzione della forma nel tempo, da questa dipendente. La diffusione del suono avviene tramite la vibrazione delle superfici lignee e delle lastre metalliche. “Studio I su Volumi adattivi” è stata presentata al pubblico in prima assoluta in occasione di ArteScienza 2006.
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Presentazione critica di Franco Speroni
Belgrado, 3-28 aprile 2008
Opera adattiva plastico-musicale di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
Parte dell’installazione Musica in forma
Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, Palazzo Italia
Studio II su Volumi adattivi è una delle tre opere, diverse per natura, forma, dimensioni e materiali, dell’installazione adattiva plastico-musicale “Musica in forma”, commissionata dall’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, presso la cui sede è stata presentata in prima assoluta.
L’opera è composta da Planofoni® in legno, rame Tecu, ferro e alluminio aeronautico. Le dimensioni a terra e in parete, la dominante bianca e la particolare forma, la rendono imponente sia nella resa plastica che musicale. I materiali sono integrati da tagli e incisioni che rendono dinamica la forma e mettono in evidenza la sua natura cangiante. Tutte le parti mobili in metallo dell’opera possono essere diversamente posizionate dal visitatore dando origine a molteplici forme musicali e plastiche. Quando l’opera non è agita o mantiene una forma statica per alcune ore, un proprio processo di trasformazione la fa evolvere musicalmente in funzione di ciò che rileva dall’ambiente circostante. Il carattere musicale è fluido e incisivo: delicato e lento nelle fasi di evoluzione, rapido e polifonico nelle fasi di variazione della forma plastica.
Nell'ambito di ISAIA - Progetto di ricerca promosso e sostenuto da: MIUR – AFAM, Conservatorio Casella L'Aquila, CRM – Centro Ricerche Musicali, Università degli Studi di L'Aquila DEWS
Commissione Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, 2008
Realizzazione sostenuta da:
Regione Lazio - Assessorato Cultura, Spettacolo e Sport
Regione Abruzzo - Assessorato alla Cultura
Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione - Sovraintendenza ai Beni Comunali
In collaborazione con: CARISPAQ, Fastweb, CEMAT, PAC, Mara Coccia Associazione, Banca Intesa
Planofoni
Musica in Forma
Musica in Forma, installazione sonora d'arte (Belgrado)
Roma, 31 marzo – 5 aprile 2009
Opera adattiva plastico-musicale di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
Parte dell’installazione Musica in forma
Museo dell’Ara Pacis
Studio III su Volumi adattivi è una delle tre opere, diverse per natura, forma, dimensioni e materiali, dell’installazione adattiva “plastico-musicale Musica in forma”, presentata in prima italiana al Museo dell’Ara Pacis di Roma il 31 marzo.
L’opera è composta da Planofoni® in legno, rame Tecu, ferro e alluminio aeronautico. Le dimensioni a terra e in parete, la dominante bianca e la particolare forma, la rendono imponente sia nella resa plastica che musicale. I materiali sono integrati da tagli e incisioni che rendono dinamica la forma e mettono in evidenza la sua natura cangiante. Tutte le parti mobili in metallo dell’opera possono essere diversamente posizionate dal visitatore dando origine a molteplici forme musicali e plastiche.
Quando l’opera non è agitata o mantiene una forma statica per alcune ore, un proprio processo di trasformazione la fa evolvere musicalmente in funzione di ciò che rileva dall’ambiente circostante. Il carattere musicale è fluido e incisivo: delicato e lento nelle fasi di evoluzione, rapido e polifonico nelle fasi di variazione della forma plastica.
Comunicato Stampa
Depliant
Interattivo adattivo evolutivo (saggio di Michelangelo Lupone)
{youtube}tK19mMSXUPc{/youtube}
Altre presentazioni:
Il Cairo, 26 gennaio - 8 febbraio 2010
Museo d'Arte Moderna Ard El Gezira
Locandina - Studio III su Volumi Adattivi (Il Cairo)
Belgrado, 3 – 28 aprile 2008
Installazione adattiva plastico-musicale di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
Istituto Italiano di Cultura, Palazzo Italia
Musica in forma è un’installazione d’arte adattiva plastico-musicale, modulare, commissionata dall’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, ove è stata eseguita in prima assoluta, il 3 aprile 2008.
L’installazione comprende tre grandi opere in grado di interagire musicalmente tra loro e con il pubblico e di adattarsi alle condizioni dell’ambiente circostante e si basa su Planofoni®, una particolare tecnologia sviluppata al CRM di Roma negli anni Novanta, in grado di sfruttare musicalmente e plasticamente le caratteristiche vibrazionali dei materiali naturali e sintetici (metalli, legno, carta, vetro e derivati di questi).
La concezione innovativa delle opere risiede nella completa integrazione della musica alla forma plastica: la partitura musicale si basa, infatti, sui timbri e le altezze generati dalle forme messe in vibrazione o fatte risuonare con appositi dispositivi elettronici. Il tempo e lo spazio, rispettivamente dominio privilegiato della musica e della forma plastica, convergono fino a coincidere in un’esperienza di fruizione nuova, sia per l’opera musicale sia per quella visiva.
La geometria delle forme e i materiali scelti per questa Installazione permettono di disegnare degli spazi visivi e acustici distinti e caratterizzati. La diversità dei timbri è stata scelta in funzione di una ricchezza “orchestrale” che specifica l’identità sonora di ogni forma plastica. Le differenze formali e materiche hanno permesso di distinguere il contenuto espressivo di ogni opera e di ottenere, nella visione e nell’ascolto d’insieme, una dialettica costruttiva, una polifonia di voci distinte e coerenti, in grado di suggerire al pubblico, possibili percorsi di fruizione, indicati e resi manifesti dalle traiettorie dei suoni che si spostano tra le diverse opere.
La duttilità dell’irradiazione sonora permette all’opera di modulare la sua vita musicale in funzione del contesto: la presenza e la posizione del pubblico, i momenti del giorno e lo scorrere del tempo, i suoni, i rumori o le voci circostanti, le variazioni di luce e le azioni tattili effettuate su di essa.
Le particolarità della concezione di questa installazione, la correlazione tra le esigenze espressive e le scelte tecnologiche hanno richiesto un lavoro di ricerca interdisciplinare che ha visto impegnato oltre ai due autori, uno staff formato da tre musicisti, un architetto, un fisico, due ingegneri per la sezione di controllo algoritmico, un ingegnere per il controllo dei dispositivi di rilevazione, un ingegnere per la sezione audio.
Le opere che costituiscono Musica in forma sono Studio III su Volumi adattivi , In Coro 2v, Trio plastico 2v
Presentazioni:
Belgrado, Istituto Italiano di Cultura – 2008 Musica in forma - Belgrado
Roma, Museo dell’Ara Pacis – 2009 Musica in Forma - Roma
Il Cairo, Museo d’Arte Moderna – 2010 Musica in Forma - Il Cairo
Lima, Galerìa de Artes Visuales – 2012 Musica in Forma - Lima