L'attività di ricerca scientifica del CRM si svolge con una costante interazione tra cultura, linguaggio ed esigenze del mondo musicale e problematiche e finalità propriamente scientifiche.
La presenza nell'équipe di musicisti e scienziati fortemente votati ad un approccio interdisciplinare ha consentito di ottenere risultati importanti in molti campi, inserendosi in modo autorevole nel panorama delle più recenti acquisizioni della comunità scientifica.
Le ricerche del CRM, che spaziano dalla fisica acustica alla psicoacustica, dall'elettronica all'informatica, mirano a fornire nuovi strumenti di espressione al linguaggio musicale.
Centro dell'attenzione è il suono, indagato in tutte le sue dimensioni fisiche e percettive.
Negli ultimi anni, gran parte del lavoro del CRM è stato rivolto alle questioni dello "spazio" nella musica contemporanea. Il lavoro di ricerca, di produzione di nuove opere, il lavoro didattico e quello concertistico si sono imperniati, con orientamenti e funzionalità diversificate, sui problemi architettonici, tecnologici ed espressivi attinenti allo spazio.
Roma, 21 – 22 dicembre 2005
Ideazione e progetto: Michelangelo Lupone
Selezioni musicali: Laura Bianchini
Discoteca di Stato, Cortili
L’idea progettuale dell’installazione con Olofoni proiettori sonori, si basa su una sofisticata ma non invadente ambientazione che caratterizza lo spazio mettendo in evidenza alcuni elementi architettonici con un disegno della luce e musica.
La diffusione musicale ha utilizzato brani dell’archivio storico della Discoteca di Stato con l’intento di creare, in una miscela di stili e organici diversi, un’ambientazione gioiosa e di intrattenimento caratteristica della cultura musicale romana.
L’ installazione basandosi su un sistema d’irradiazione del suono innovativo, come quello degli Olofoni, genera un ambiente sonoro preciso e dettagliato, senza essere invasivo. Anche restando sullo sfondo permettono una profonda e naturale percezione dello spazio e della sua capacità evocativa.
Roma, 20 novembre 2007 – 20 marzo 2008
Ideazione e progetto Installazione: Michelangelo Lupone
Musica: Laura Bianchini, Michelangelo Lupone
Museo del Corso
Realizzazione: CRM – Centro Ricerche Musicali
Realizzata per la mostra “Capolavori dalla Città Proibita. Qianlong e la sua corte”, promossa dalla Fondazione Roma al Museo del Corso (progetto di allestimento dell’arch. Caputo), Canto sotteso è un’opera che fonde la musica all’ambiente e alla forma plastica.
La musica, appositamente scritta per la mostra in relazione ai tratti semantici o simbolici che caratterizzano gli ambienti e gli elementi esposti, si ispira ad alcuni canti tradizionali cinesi e ne elabora polifonicamente il tessuto armonico.
L’irradiazione della musica avviene in modo omogeneo lungo le superfici dei Planofoni®, sfruttando le caratteristiche vibrazionali e timbriche del metallo (ottone) e le capacitò di riflessione dell’ambiente.
Posta lungo il corridoio che separa le due aree della Mostra (l’ingresso alla Città Proibita e il passaggio dagli ambienti privati dell’Imperatore alla Sala del trono), accompagna il transito degli spettatori con una delicata fuga musicale che spazializza i suoni suggerendo la direzione del percorso. Ciò genera la perdita di localizzazione delle sorgenti e accentua la percezione della risonanza specifica dell’ambiente.
Roma, 3 – 9 giugno 2002
Installazione sonora di Michelangelo Lupone
Goethe-Institut Rom, Giardini
L’installazione sonora “Dialoghi” è basata su tecnologie a Guida d’onda.
La diffusione del suono è circoscritta e permette di disegnare lo spazio sonoro con interventi puntuali e dialoganti.
L’installazione è stata concepita per stimolare il pubblico ad esplorare lo spazio scoprendo le sorgenti del suono.
MusicaScienza 2002
Roma, 27 – 30 ottobre 1994
Ideazione e progetto: Laura Bianchini, Michelangelo Lupone
Acquario Romano
Realizzazione: CRM – Centro Ricerche Musicali
L’installazione si ispira alla radio, in particolare ad alcuni aspetti caratteristici della radiofonia: la sintonizzazione libera per ogni ascoltatore, la possibilità di muoversi durante l’ascolto. La diffusione di 16 radiofilm che la RAI Radiotre ha commissionato ad altrettanti compositori e scrittori è stato lo spunto per una riflessione sul mezzo di diffusione radiofonico.
Durante lo spettacolo/installazione, la diffusione avviene attraverso l’uso di radio cuffie e l’ascoltatore puo’ sintonizzarsi su 4 canali differenti per ascoltare 4 radiofilm per ogni sera, e muoversi, occupando altri sensi, come abitualmente si fa quando si ascolta la radio. Contemporaneamente può visitare una mostra di strumenti di fantasia realizzati con materiali riciclati dallo scultore tedesco Dimplfmeier e nell’anello, al primo piano giocare con puzzle e altri giochi.
Roma, inaugurazione venerdì 6 febbraio 2015 - ore 17:30.
Opera Musicale Adattiva di Michelangelo Lupone
Fontane della GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma
Ideazione
Una bacchetta disegna forme labili nell’acqua lasciando scie e profili visivi e sonori fugaci. Sono i gesti del pubblico che con la punta immersa di una bacchetta generano e fanno scaturire dall’acqua la musica. La continua mutazione delle forme, delle velocità e delle posizioni, modifica i timbri, i ritmi, la dinamica dei personaggi dell’intreccio musicale che si sviluppa con infinite variazioni nel tempo.
La musica, vivace o calma, assume forme immateriali che fanno vibrare l’acqua con leggere increspature che seguono e s’integrano al gesto del pubblico.
Progetto, Musica e Tecnologie
Forme immateriali è un’opera musicale site-specific concepita dal compositore Michelangelo Lupone in modo da essere completamente integrata alle due fontane del cortile della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, sia per quanto riguarda la struttura architettonica, che per ciò che concerne il materiale sonoro.
La musica è generata a partire dalla trasformazione dei suoni dei getti d’acqua che si riversano nelle due vasche.
I continui movimenti d’acqua delle due fontane producono i suoni che vengono acquisiti e modificati da un’avanzata tecnologia di rilevazione e attuazione acustica, allo scopo di realizzare diversi gradi di trasformazione musicale.
Il suono dell’acqua, dopo essere stato rilevato, viene analizzato da un computer, che ne estrae brevi frammenti (grani) per ricomporli in sequenze di suoni con altezze, ritmi e timbri diversi.
Le sequenze prodotte sono organizzate in una partitura polifonica e diffuse in acqua con speciali lenti sonore collocate nelle due vasche.
La tessitura musicale così ottenuta permette alle due vasche di dialogare musicalmente e di creare giochi di “primo piano” e “sfondo” nello spazio del cortile.
Il pubblico può immergere in acqua la punta di una bacchetta sensibile, che è disponibile ai bordi di ciascuna vasca, e muovendola influenza la forma musicale e le traiettorie spaziali dei suoni.
L’opera è una commissione della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, realizzata dal Centro Ricerche Musicali – CRM.
Produzione e allestimento Centro Ricerche Musicali - CRM Roma
Responsabile della produzione e dell'organizzazione, Laura Bianchini
Architetto progetto esecutivo, Emanuela Mentuccia
Assistenti musicali, Alessio Gabriele, Silvia Lanzalone
Assistenti tecnici, Maurizio Palpacelli, Leonardo Mammozzetti
GNAM Galleria nazionale d’arte moderna
Viale delle Belle Arti, 131
Forme Immateriali - Dossier stampa
Forme immateriali - Articolo e video su Repubblica TV
Dal 25 settembre al 30 ottobre, palazzo Fibbioni a L'Aquila ospiterà la mostra The Making of, a cura di Maria Paola Orlandini e Raffaele Simongini: un originale evento d'arte contemporanea, all’interno del quale viene presentata in prima assoluta Confine opera musicale adattiva di Licia Galizia e Michelangelo Lupone, produzione tecnologica del CRM – Centro Ricerche Musicali.
The Making of prende le mosse dalla rubrica della trasmissione televisiva Art News, prodotta da Rai Educational per Rai Tre e Rai Storia, per la quale alcuni tra i più prestigiosi artisti italiani hanno realizzato in esclusiva un’opera, mettendo in scena le diverse fasi del processo creativo.
In esposizione a L'Aquila tredici opere di Giovanni Albanese, Gianni Berengo Gardin, Luciano De Liberato, Elliott Erwitt, Andrea Lelario, Marcello Mariani, Ugo Nespolo, Mimmo Paladino, Stefano Piali, Arnaldo Pomodoro e una prima assoluta: Confine, opera scultoreo musicale di Licia Galizia e Michelangelo Lupone (collezione privata, Roma).
Inoltre, un omaggio speciale a Carla Accardi e Alberto Sughi.
Pittura, astratta e figurativa, installazioni, scultura e fotografia: i visitatori potranno ammirare le opere e, accanto, i video in cui gli artisti raccontano l'intera realizzazione, dall’idea-intuizione di un progetto, alla formatività della materia attraverso la tecnica, fino all’espressione compiuta dell’opera d’arte.
Dopo una prima edizione romana, sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, premiata con la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica, The Making of approda a L’Aquila, città simbolo internazionale di trasformazione, teatro oggi di un gigantesco making of, che coinvolge cittadini e istituzioni chiamati a sperimentare la “necessità” della cultura in situazioni di disagio sociale, quando l’espressione artistica può rivelarsi elemento di coesione e riconoscimento collettivo.
L'inaugurazione è in programma giovedì 24 settembre 2015 alle ore 12.00 a Palazzo Fibbioni, in via San Bernardino a L'Aquila. La mostra sarà poi aperta al pubblico dal 25 settembre al 30 ottobre. Dibattiti e presentazioni di documentari e film accompagneranno il percorso della mostra.
L'evento è sostenuto dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane e dall’Assessorato alla Cultura del Comune de L’Aquila. Si avvale della collaborazione di Rai Cultura.
Roma - Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, 3, 4 dicembre, l’installazione sonora d’arte “Il Suono di Scelsi” non potrà essere realizzata per motivi di sicurezza del sito.
A causa di recenti eventi internazionali, per evitare di incorrere in situazioni di rischio, le strutture afferenti all’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi chiedono di collaborare alle misure straordinarie di sicurezza. Di conseguenza, l’installazione sonora d’arte con Olofoni prevista negli spazi del sito, purtroppo non potrà essere realizzata.
www.scelsi.it
Musica e tecnologia negli anni Cinquanta, Programma
Il 1 giugno inaugurerà OASI, in uno degli spazi espositivi più interessanti per l’arte contemporanea di San Paolo. Promossa dall’Istituto Italiano di Cultura l’installazione adattiva scultoreo-musicale di Licia Galizia e Michelangelo Lupone resterà in esposizione fino al 15 luglio.
Foto: Barrica Cantone
OASI è un luogo di esperienza multisensoriale, un ambiente immersivo e interattivo in grado di mutare nel tempo, di adattare e sviluppare la forma musicale in relazione ai gesti del fruitore. Tutte le componenti espressive di OASI sono correlate e integrano l’ascolto, il tatto e la visione.
L’installazione presenta due aree contigue e interconnesse, caratterizzate ciascuna da un punto di convergenza dove il fruitore può stabilire un dialogo intimo con la musica e dar vita alle sue mutazioni cogliendone la coerenza con le forme plastiche e le caratteristiche della materia.
Nella prima area (OASI1) elementi vibranti si inseriscono nelle pareti e nel pavimento assumendo un andamento sinuoso, come vele mosse dal vento. Gli stessi elementi irradiano il suono con proprietà diverse, costruendo, intorno al visitatore, una musica dinamica e avvolgente con traiettorie che guidano la percezione di uno spazio virtuale in elevazione.
Nella seconda area (OASI2) elementi mobili sono sospesi al centro di un nucleo che accoglie il fruitore. La musica generata e modulata dalle forme plastiche, le mutazioni di calore e di vibrazione della materia guidano la percezione di una discesa verso il basso, un avvicinamento ad un punto focale generativo.
Tutti gli elementi dell’installazione sono sensibili alla posizione, al movimento, al contatto con il fruitore; le superfici incise, forate, piegate, propongono una lettura tattile dei segni e dei modi di vibrazione correlati alla partitura musicale.
Licia Galizia, scultrice - Michelangelo Lupone, compositore
Nota critica
L’immersione nello spazio e l’interazione con l’opera che nella ricerca di Galizia e di Lupone hanno preso la forma originale di installazioni scultoreo-musicali adattive, cioè imprevedibili nei loro sviluppi conseguenti alla complessità della partecipazione, con OASI diventano un progetto didattico che ha molte valenze. Mettendosi a disposizione di una fruizione diversa, come quella di persone con differenti tipi di disabilità, OASI tocca in maniera ancora più pregnante quanto abbiamo cercato di precisare con il termine “postumano”, ovvero un modello di sviluppo per devoluzione anziché per evoluzione. Se l’evolvere indica un procedimento unificante e progressivo, al contrario la devoluzione realizza uno scambio con l’ambiente che non avviene per assimilazione funzionale a modelli ma per adattamenti sensibili alle differenze e quindi disponibili a produrre forme inedite di esistenza.
Franco Speroni, storico dell’Arte contemporanea, docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze
Nota del curatore
OASI è un’installazione adattiva scultoreo-musicale, risultato artistico di un progetto di ricerca denominato ADAMO (Adaptive Art and Music Opera) sostenuta dalla Regione Lazio, in collaborazione con altri partner. È stata commissionata dal MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma nel 2014.
L’installazione, che integra le forme scultoree alla musica e ai dispositivi di diffusione del suono, è stata concepita con la specifica finalità di estenderne la fruizione a persone disabili.
La collaborazione tra i due artisti risale al 2005, con Studio I su Volumi adattivi (Musica Scienza - Goethe-Institut Rom), la prima di una serie di opere, temporanee e permanenti, in grado di interagire con il fruitore e di adattarsi alle condizioni dell’ambiente circostante.
Tali opere si basano su Planofoni®, una particolare tecnologia sviluppata al CRM, in grado di sfruttare musicalmente e plasticamente le caratteristiche vibrazionali dei materiali naturali e sintetici (metalli, legno, vetro, resine).
La concezione innovativa delle opere risiede nella completa integrazione della musica alla forma plastica: la partitura musicale si basa, infatti, sui timbri e le altezze generati dalle forme messe in vibrazione o fatte risuonare con appositi dispositivi elettronici. La geometria delle forme e i materiali scelti per ogni opera permettono di disegnare degli spazi visivi e acustici distinti e caratterizzati. Il tempo e lo spazio, rispettivamente dominio privilegiato della musica e della forma plastica, convergono fino a coincidere in un’esperienza di fruizione nuova, sia per l’opera musicale sia per quella visiva.
Laura Bianchini, compositrice, direttore del Centro Ricerche Musicali
OASI - Notas
Realizzato per ArteScienza “Inventare il futuro” da giovanissimi musicisti e compositori nell’ambito del progetto SIAE “Sillumina” Bando 2 - Nuove opere.
Il Giardino dei suoni segreti è un progetto basato su quattro installazioni musicali interattive ed è concepito per i Giardini del Goethe-Institut di Roma, che combinano e integrano la forma plastica alla musica, ai mezzi di diffusione del suono e al contesto ambientale.
Le Installazioni, affidate alla creatività di quattro giovani artisti-musicisti-ricercatori: Elena D’Alò, Flavia Massimo, Giuseppe Desiato, Claudio Panariello, sono distribuite in quattro macro aree e sono ispirate all’ Aria, all’ Acqua, alla Scoperta, al Dialogo.
Le Installazioni rispondono e si modificano in relazione alla presenza e/o all’azione del visitatore e si differenziano tra loro sia per la tipologia di irradiazione e trattamento del suono, sia per le forme plastiche e le superfici architettoniche occupate. Ognuna di esse è basata su un sistema indipendente di diffusione del suono e insieme formano un percorso sensoriale, una sorta di attrattori, che attirano e allo stesso tempo guidano il pubblico alla scoperta del giardino e dei suoi segreti, permettendone una caratterizzazione musicale.
L’esecuzione delle installazioni distribuite nel giardino è simultanea e ciclica. Il percorso di visita, disegnato nella mappa riportata di seguito, è libero per permettere al pubblico di muoversi agilmente nel contesto.
“Il Giardino dei suoni segreti è un progetto che intende potenziare la percezione di un luogo poco noto al pubblico, attraverso forme d’arte integrate, non invasive, integrate all’ambiente, per stimolare le forme temporali dell’immaginario e sollecitare nel fruitore una partecipazione emozionale gioiosa.
Staff
Direzione generale Laura Bianchini
Consulenza artistica – Tutor Michelangelo Lupone
Realizzazione installazioni Elena D’Alò, Claudio Panariello, Flavia Massimo, Giuseppe Desiato
Bozzetto MutaFORMA di Flavia Massimo realizzato da PAC Progetto Arte Contemporanea diretto da Licia Galizia
Progetto scenografico e light design Emanuela Mentuccia
Coordinamento tecnico progetto Giuseppe Silvi
Assistenti Musicali Michela Papa, Edoardo Mammozzetti, Edoardo Bellucci
Allestimento luci a cura di FoxSound Service
Allestimento video a cura di ArtSound81
Roma, 18 settembre 2004
Installazione sonora d’arte e funzionale
Ideazione: Michelangelo Lupone
Goethe-Institut Rom, Giardini
Questa installazione è stata ideata per lo spazio aperto del giardino del Goethe-Institut. Le sorgenti di suono sono distribuite su 19 punti di irradiazione caratterizzati da tre tipi di timbro. L’installazione è stata realizzata con “Schermi riflettenti” che convogliano il suono in aree diverse del giardino e disegnano traiettorie oblique e una scena stereofonica modulata in profondità e larghezza.
Musica AAVV
ArteScienza 2004
Roma, 25 maggio-6 giugno 2006
Installazione sonora d’arte adattiva di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
Goethe-Institut Rom, Foyer
L’opera "Studio II su Volumi adattivi ", rappresenta la prima sperimentazione destinate alla realizzazione del progetto più ampio dal titolo Volumi adattivi.
Il progetto, nasce dall’incontro tra la scultrice Licia Galizia e il compositore Michelangelo Lupone, e si pone l’obiettivo di produrre una serie di opere che esplorano con modalità diverse, i modi espressivi del procedimento adattivo attraverso specifiche applicazioni sui materiali, sulla forma e sulla musica.
Le opere si presentano come strutture componibili e possono essere diversamente assemblate in base allo spazio espositivo, acustico e operativo per il pubblico. La scelta di produrre opere combinabili tra loro permette di concepire ogni opera come modulo parziale, autonomo ma in relazione agli altri, univoco espressivamente e formalmente ma integrato agli altri per dimensioni e caratteristiche tecniche.
In questo primo Studio sono state evidenziate le caratteristiche dei due materiali principali: l’alluminio e il rame. Le loro caratteristiche sonore, la geometria e la disposizione su due grandi pannelli, partecipano alla costruzione di un’opera che si sviluppa in modo integrato nello spazio (elementi plastici) e nel tempo (elementi musicali).
L’opera è composta di un pannello a muro, di metri 3 x 4.50, costruito a moduli di 9 pezzi da un metro x 1,5. Il pannello simula un muro ed ha alla base una pedana lievemente inclinata, sempre modulare, delle stesse dimensioni. Il materiale di entrambi è il legno. Sulla struttura lignea Licia Galizia ha eseguito dei “tagli”, utilizzando lastre di diverse dimensioni, che si inseriscono a differente profondità nel legno. Il metallo prescelto è stato l’alluminio aeronautico, in virtù della sua resistenza e duttilità. Per qualche inserto, è stato preferito il rame. Alcune lastre mobili, degli stessi metalli, si incastrano negli elementi aggettanti o nei tagli. Queste parti mobili sono verniciate ed incise con segni coerenti con il linguaggio progettuale dell’artista ed in razionale rapporto con la struttura nel suo complesso.
Il pubblico, spostando gli elementi mobili, determina di volta in volta un mutamento nella configurazione della struttura, cui fa riscontro, nel rapporto con la musica, una continua variazione del suono e dei ritmi.
Il termine “adattivo” sta ad indicare che l'azione del fruitore sull'opera ne muta le forme interne (rotoli) di conseguenza la musica da queste prodotte si trasforma e “l'impronta” prodotta dal fruitore determinerà un'evoluzione della forma nel tempo, da questa dipendente. La diffusione del suono avviene tramite la vibrazione delle superfici lignee e delle lastre metalliche. “Studio I su Volumi adattivi” è stata presentata al pubblico in prima assoluta in occasione di ArteScienza 2006.
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Presentazione critica di Franco Speroni
Belgrado, 3-28 aprile 2008
Opera adattiva plastico-musicale di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
Parte dell’installazione Musica in forma
Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, Palazzo Italia
Studio II su Volumi adattivi è una delle tre opere, diverse per natura, forma, dimensioni e materiali, dell’installazione adattiva plastico-musicale “Musica in forma”, commissionata dall’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, presso la cui sede è stata presentata in prima assoluta.
L’opera è composta da Planofoni® in legno, rame Tecu, ferro e alluminio aeronautico. Le dimensioni a terra e in parete, la dominante bianca e la particolare forma, la rendono imponente sia nella resa plastica che musicale. I materiali sono integrati da tagli e incisioni che rendono dinamica la forma e mettono in evidenza la sua natura cangiante. Tutte le parti mobili in metallo dell’opera possono essere diversamente posizionate dal visitatore dando origine a molteplici forme musicali e plastiche. Quando l’opera non è agita o mantiene una forma statica per alcune ore, un proprio processo di trasformazione la fa evolvere musicalmente in funzione di ciò che rileva dall’ambiente circostante. Il carattere musicale è fluido e incisivo: delicato e lento nelle fasi di evoluzione, rapido e polifonico nelle fasi di variazione della forma plastica.
Nell'ambito di ISAIA - Progetto di ricerca promosso e sostenuto da: MIUR – AFAM, Conservatorio Casella L'Aquila, CRM – Centro Ricerche Musicali, Università degli Studi di L'Aquila DEWS
Commissione Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, 2008
Realizzazione sostenuta da:
Regione Lazio - Assessorato Cultura, Spettacolo e Sport
Regione Abruzzo - Assessorato alla Cultura
Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione - Sovraintendenza ai Beni Comunali
In collaborazione con: CARISPAQ, Fastweb, CEMAT, PAC, Mara Coccia Associazione, Banca Intesa
Planofoni
Musica in Forma
Musica in Forma, installazione sonora d'arte (Belgrado)
Roma, 31 marzo – 5 aprile 2009
Opera adattiva plastico-musicale di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
Parte dell’installazione Musica in forma
Museo dell’Ara Pacis
Studio III su Volumi adattivi è una delle tre opere, diverse per natura, forma, dimensioni e materiali, dell’installazione adattiva “plastico-musicale Musica in forma”, presentata in prima italiana al Museo dell’Ara Pacis di Roma il 31 marzo.
L’opera è composta da Planofoni® in legno, rame Tecu, ferro e alluminio aeronautico. Le dimensioni a terra e in parete, la dominante bianca e la particolare forma, la rendono imponente sia nella resa plastica che musicale. I materiali sono integrati da tagli e incisioni che rendono dinamica la forma e mettono in evidenza la sua natura cangiante. Tutte le parti mobili in metallo dell’opera possono essere diversamente posizionate dal visitatore dando origine a molteplici forme musicali e plastiche.
Quando l’opera non è agitata o mantiene una forma statica per alcune ore, un proprio processo di trasformazione la fa evolvere musicalmente in funzione di ciò che rileva dall’ambiente circostante. Il carattere musicale è fluido e incisivo: delicato e lento nelle fasi di evoluzione, rapido e polifonico nelle fasi di variazione della forma plastica.
Comunicato Stampa
Depliant
Interattivo adattivo evolutivo (saggio di Michelangelo Lupone)
{youtube}tK19mMSXUPc{/youtube}
Altre presentazioni:
Il Cairo, 26 gennaio - 8 febbraio 2010
Museo d'Arte Moderna Ard El Gezira
Locandina - Studio III su Volumi Adattivi (Il Cairo)
Belgrado, 3 – 28 aprile 2008
Installazione adattiva plastico-musicale di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
Istituto Italiano di Cultura, Palazzo Italia
Musica in forma è un’installazione d’arte adattiva plastico-musicale, modulare, commissionata dall’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, ove è stata eseguita in prima assoluta, il 3 aprile 2008.
L’installazione comprende tre grandi opere in grado di interagire musicalmente tra loro e con il pubblico e di adattarsi alle condizioni dell’ambiente circostante e si basa su Planofoni®, una particolare tecnologia sviluppata al CRM di Roma negli anni Novanta, in grado di sfruttare musicalmente e plasticamente le caratteristiche vibrazionali dei materiali naturali e sintetici (metalli, legno, carta, vetro e derivati di questi).
La concezione innovativa delle opere risiede nella completa integrazione della musica alla forma plastica: la partitura musicale si basa, infatti, sui timbri e le altezze generati dalle forme messe in vibrazione o fatte risuonare con appositi dispositivi elettronici. Il tempo e lo spazio, rispettivamente dominio privilegiato della musica e della forma plastica, convergono fino a coincidere in un’esperienza di fruizione nuova, sia per l’opera musicale sia per quella visiva.
La geometria delle forme e i materiali scelti per questa Installazione permettono di disegnare degli spazi visivi e acustici distinti e caratterizzati. La diversità dei timbri è stata scelta in funzione di una ricchezza “orchestrale” che specifica l’identità sonora di ogni forma plastica. Le differenze formali e materiche hanno permesso di distinguere il contenuto espressivo di ogni opera e di ottenere, nella visione e nell’ascolto d’insieme, una dialettica costruttiva, una polifonia di voci distinte e coerenti, in grado di suggerire al pubblico, possibili percorsi di fruizione, indicati e resi manifesti dalle traiettorie dei suoni che si spostano tra le diverse opere.
La duttilità dell’irradiazione sonora permette all’opera di modulare la sua vita musicale in funzione del contesto: la presenza e la posizione del pubblico, i momenti del giorno e lo scorrere del tempo, i suoni, i rumori o le voci circostanti, le variazioni di luce e le azioni tattili effettuate su di essa.
Le particolarità della concezione di questa installazione, la correlazione tra le esigenze espressive e le scelte tecnologiche hanno richiesto un lavoro di ricerca interdisciplinare che ha visto impegnato oltre ai due autori, uno staff formato da tre musicisti, un architetto, un fisico, due ingegneri per la sezione di controllo algoritmico, un ingegnere per il controllo dei dispositivi di rilevazione, un ingegnere per la sezione audio.
Le opere che costituiscono Musica in forma sono Studio III su Volumi adattivi , In Coro 2v, Trio plastico 2v
Presentazioni:
Belgrado, Istituto Italiano di Cultura – 2008 Musica in forma - Belgrado
Roma, Museo dell’Ara Pacis – 2009 Musica in Forma - Roma
Il Cairo, Museo d’Arte Moderna – 2010 Musica in Forma - Il Cairo
Lima, Galerìa de Artes Visuales – 2012 Musica in Forma - Lima
Roma, 31 marzo – 5 aprile 2009
Opera adattiva plastico-musicale di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
(parte dell’installazione “Musica in forma”)
Museo dell’Ara Pacis
Trio plastico è una delle tre opere, diverse per natura, forma, dimensioni e materiali, dell’installazione adattiva plastico-musicale “Musica in forma”.L’opera è composta da Planofoni® in ferro verniciato che si estendono su quattro porzioni di parete.
Presenta un carattere pronunciato sia per la forma sia per i colori, ed è spiccatamente tridimensionale nella prima parete, più attenuato nella seconda, appena percepibile nella terza. Il carattere musicale è vivace, ritmico e brillante.
I suoni e le pause creano andamenti musicali con densità sempre variata, le imitazioni che si inseguono tra le tre parti dell’opera disegnano rapide figure sonore di primo piano e di sfondo che rendono evidente la propensione dell’opera a venire in avanti, discostarsi dalla parete, porgere il suono e la forma al fruitore.
L’opera si modifica quando il visitatore si avvicina e la tocca, o modifica le forme cambiando la posizione delle lastre sensibili
Planofoni®·
Comunicato Stampa
Depliant saggio
Interattivo adattivo evolutivo di Michelangelo Lupone)
Belgrado, 3 – 28 aprile 2008
Opera adattiva plastico-musicale di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
(parte dell’installazione Musica in forma)
Istituto Italiano di Cultura, Palazzo Italia
Trio plastico è una delle tre opere, diverse per natura, forma, dimensioni e materiali, dell’installazione adattiva plastico-musicale “Musica in forma”.
L’opera è composta da Planofoni® in ferro verniciato che si estendono su tre porzioni di parete. L’opera è attraversata da una tensione obliqua che dal lato basso a sinistra si estende fino al limite superiore destro e il suo carattere è dinamico e vivace. I suoni e le pause creano andamenti musicali con densità sempre variata, le imitazioni che si inseguono tra le tre forme, disegnano rapide figure sonore di primo piano e di sfondo che rendono evidente la loro propensione a venire in avanti, discostarsi dalla parete, andare incontro al visitatore.
L’opera si trasforma quando il visitatore si avvicina, sfiora o modifica le forme cambiando le posizioni delle lastre sensibili che la compongono.
Planofoni
Musica in Forma, installazione sonora d'arte (Belgrado)
Roma, 31 marzo-5 aprile 2009
Opera adattiva plastico-musicale di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
(parte dell’installazione “Musica in forma”)
Museo dell’Ara Pacis
In Coro è una delle tre opere, diverse per natura, forma, dimensioni e materiali, dell’installazione adattiva plastico-musicale “Musica in forma”.
L’opera è composta da quattro Planofoni® in ferro verniciato attraversati da lastre sensibili trattate e incise. L’opera rende emergente, alla visione e all’ascolto, la dialettica tra i volumi rigidi e gli elementi curvi e mobili posti ai bordi degli stessi. I tagli sui volumi sono predisposti per contenere le lastre di diverse dimensioni che il visitatore può toccare e spostare modificando la forma scultorea e conseguentemente la forma musicale.
L’opera ha un carattere riflessivo, con sonorità profonde, e i suoni disegnano traiettorie tese tra il centro e le estremità laterali dei volumi, come a suggerire una forza che tende a fuoriuscire dall’opera stessa per invadere l’ambiente circostante.
Planofoni®
Comunicato Stampa,
Depliant saggio
Interattivo adattivo evolutivo di Michelangelo Lupone
Belgrado, 3-28 aprile 2008
Opera adattiva plastico-musicale di Michelangelo Lupone e Licia Galizia
(parte dell’installazione “Musica in forma”)
Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, Palazzo Italia
In Coro è una delle tre opere, diverse per natura, forma, dimensioni e materiali, dell’installazione adattiva plastico-musicale “Musica in forma”.
L’opera è composta da sei Planofoni® in ferro verniciato attraversati da lastre sensibili trattate e incise. L’opera rende emergente, alla visione e all’ascolto, la dialettica tra i volumi rigidi e gli elementi curvi e mobili posti ai bordi degli stessi. I tagli sui volumi sono predisposti per contenere le lastre di diverse dimensioni che il visitatore può toccare e spostare modificando la forma scultorea e conseguentemente la forma musicale.
L’opera ha un carattere riflessivo, con sonorità profonde, e i suoni disegnano traiettorie tese tra il centro e le estremità laterali dei volumi, come a suggerire una forza che tende a fuoriuscire dall’opera stessa per invadere l’ambiente circostante.
Planofoni®
Musica in Forma - Belgrado
Tre opere scultoreo-musicali adattive: Foce, Aquiloni, Terra e Cielo, nell’ambito del progetto ARTE SUI CAMMINI promosso dalla Regione Lazio.
Il progetto Via dei Canti prevede la realizzazione di tre opere scultoreo-musicali adattive permanenti da realizzare nel centro storico di Trevi nel Lazio (FR), undicesima tappa del Cammino di San Benedetto.
L’installazione, concepita dalla compositrice Laura Bianchini e progettata in collaborazione con Licia Galizia si basa su tecnologie innovative (Planofoni®, Tubi sonori e Guide del suono) progettate da Michelangelo Lupone e sviluppate al Centro Ricerche Musicali di Roma.
Le tre opere sono in grado di interagire con il pubblico e di adattarsi alle condizioni ambientali. La geometria delle forme e i materiali scelti per le tre Installazioni permettono di disegnare degli spazi visivi e acustici diversificati e la diversità dei timbri, la loro complessità musicale e le modalità d’interazione sono peculiari per ogni opera. La duttilità dell'irradiazione sonora, garantita dalle diverse tecnologie utilizzate, permette alle opere di modulare la loro vita musicale in funzione del contesto: la presenza e la posizione del pubblico, i momenti del giorno, le variazioni di luce e le azioni tattili effettuate su di esse.
L’ideazione prende ispirazione dal nome del Paese che ospita le opere: Trevi (che significa trivio) e sviluppa concettualmente la poetica e la struttura dell’installazione su tre elementi. A Trevi è dedicato il progetto, alle sue radici storico-culturali ma soprattutto alla sua natura di borgo immerso nella natura, ricco di vegetazione, di aria e di acque incontaminate in cui lo spirito si può rigenerare immergendosi in un totale ascolto di sé.
Il tre è un chiaro riferimento simbolico che si ritrova nella spiritualità, in alcune fedi religiose e, per i Cristiani, nella perfezione della Trinità a cui è dedicato il luogo sacro situato nelle vicinanze del Paese e a cui sono intimamente legati gli abitanti. Il tre è anche un riferimento al micro-percorso di una parte del Cammino di San Benedetto: Subiaco-Jenne-Trevi, all’interno di quello più ampio di 300 km che conduce fino a Cassino.
Le opere
All’acqua è ispirata Foce, la prima che il visitatore, arrivando al centro del paese, incontra nel suo cammino; all’aria è ispirata Aquiloni, la seconda del percorso che conduce all’acropoli e situata a metà del percorso, al punto più alto del paese ove è ubicato il Castello Caetani: Terra e Cielo, ispirata alla terra, alla concretezza della materia ma anche al distacco da essa per l’ascesa verso l’immaterialità del cielo.
Il cammino spirituale dell’esistenza mira alla riscoperta di sé, alla conoscenza di una verità che non può in alcun modo essere compresa solo dalla ragione e trasmessa dalle parole ma che può essere avvicinata grazie agli archetipi che consentono una comunicazione immediata e condivisa in grado di riattivare la coscienza e consolidare la conoscenza.
Indagare la natura degli archetipi con la riflessione interiore, la meditazione, la contemplazione significa indagare la natura stessa dell’essere e dell'universo per superare la dimensione orizzontale verso un “Cammino” verticale che riconduce all’Essenza. L’incontro con ciascuna delle opere rappresenta un tempo e un luogo di partecipazione creativa. Con la sua presenza e la sua azione il visitatore interagisce con esse determinandone un cambiamento. La risposta però non è sempre la stessa perché ogni opera è in grado di “ricordare” l’azione precedente e quindi di variarla.
Gruppo di lavoro
Laura Bianchini, compositrice
Ideazione, progetto artistico e realizzazione musicale
Licia Galizia, artista visiva
Ideazione, progetto plastico-spaziale
Michelangelo Lupone, compositore
Progetto sonologico
Emanuela Mentuccia, architetto
Progetto esecutivo sculture e progetto d’inserimento paesaggistico
Alessio Gabriele, Silvia Lanzalone, ricercatori
Progetto software di controllo e musicale
"Arte sui Cammini" sul sito ufficiale della Regione Lazio
Matera, 14 dicembre 2019 ore 16 (inaugurazione)-20 gennaio 2020
Orari di visita: tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 19:00
Palombaro Lungo - Piazza Vittorio Veneto Matera (MT)
Installazioni sonore d’arte per il Palombaro Lungo
Promossa da Fondazione Matera-Basilicata2019 e Loxosconcept nell’ambito del Festival In Vitro – artificial sonification.
A cura del Centro Ricerche Musicali - CRM
Un percorso sensoriale costituito da installazioni musicali di cinque compositori che esaltano le proprietà acustiche del Palombaro lungo, la celebre cisterna sotterranea che attraversa il centro della città di Matera. “Echi d’acqua” permette di riscoprire le caratteristiche del luogo, rinnovato e magnificato da cinque percorsi artistici, visivi e musicali. Ogni opera è caratterizzata da una diversa modalità di diffusione del suono e utilizza specifiche tecnologie progettate secondo i criteri del “Teatro dell’ascolto”. Il concetto di Teatro dell’ascolto colloca il suono al centro dell’attenzione percettiva ed espressiva integrando i risultati delle ricerche acustiche e psicoacustiche con gli aspetti estetici del linguaggio musicale elettronico e strumentale, e si concretizza in forma d’installazione funzionale, d’arte e di spettacolo.
La narrazione percorre dunque cinque tappe, ognuna caratterizzata da una specifica installazione sonora, composizione musicale e ambientazione luminosa.
Roma, 20 novembre 2007-20 marzo 2008
Planofoni® in legno armonico
Ideazione, progetto, musica di Michelangelo Lupone
Museo del Corso
Realizzazione CRM – Centro Ricerche Musicali – Istituto Gramma.
Presentata per la prima volta nel 2002, è stata realizzata nella versione definitiva nel 2007 in occasione della mostra “Capolavori dalla Città Proibita. Qianlong e la sua corte” promossa dalla Fondazione Roma al Museo del Corso di Roma dal 20 novembre 2007 al 20 marzo 2008.
Posta all’ingresso della mostra, è stata realizzata con una tecnologia basata sulle qualità vibrazionali del materiale (Planofoni®) e su una intima e delicata risonanza dell’ambiente. La musica si è ispirata ai suoni di annunciazione e sfiora delicatamente il pubblico.
Roma, 10 dicembre 2005
Ideazione e progetto: Michelangelo Lupone
Goethe-Institut Rom
Realizzazione: CRM – Centro Ricerche Musicali
Realizzata in occasione del Festival Scelsi promosso dalla Fondazione Scelsi e presentata il 10 dicembre 2005 al Goethe Institut Rom, si basa su micro-diffusori concepiti per installazioni con molti punti di emissione e sorgenti localizzate. L’installazione propone una traiettoria lineare, che lascia la suggestione di una “scia” sonora.
L’installazione ha diffuso brani di Giacinto Scelsi.
Roma, 30 maggio 1995
Installazione sonora d’arte
Ideazione Laura Bianchini eMichelangelo Lupone
Goethe-Institut Rom, Giardini
Quando al CRM fu affrontata la prima esperienza sul modello virtuale di un flauto si era certamente lontani dal supporre che quell'insieme di numeri e codici di programmazione avrebbe trovato un’applicazione creativa in direzioni diverse da quelle per cui era nata; lo studio cioè del comportamento fisico dello strumento "flauto".
Invece, qualche tempo dopo, ecco che quegli stessi numeri entrano nel mondo industriale e generano idee e prospettive per realizzare il nuovo suono delle automobili e nell'acustica ambientale per descrivere e simulare il suono di una stanza, di una parete, ecc.
I sistemi di filtraggio alla base di queste esperienze entrano nel dominio musicale sotto forma di elaborazione sofisticata del segnale sonoro e i sistemi di diffusione Tubi sonori, propongono in forma "ambigua" la capacità di trasformazione del suono che questi modelli intrinsecamente offrono.
Progetto artistico-tecnologico: Michelangelo Lupone
Design: Gianfranco Lucchino
Realizzazione: CRM – Centro Ricerche Musicali
MusicaScienza 1995
Roma, 3-9 giugno 2002
Installazione sonora d’arte con guide del suono
Belgrado, 3-28 aprile 2008
Installazione sonora d’arte interattiva di Michelangelo Lupone
Istituto Italiano di Cultura, Palazzo Italia
Suono Sfiorato è costituita da Planofoni® in legno armonico (lo stesso impiegato per la costruzione degli strumenti ad arco), sospesi al soffitto e avvolti da sottili fili di lana. L’opera accoglie i visitatori con un delicato ambiente musicale. L’irradiazione della musica avviene in maniera omogenea lungo le superfici di legno, in questo modo si perde la localizzazione dei suoni e si accentua la percezione della risonanza specifica dell’ambiente. La presenza, il movimento dei visitatori e lo sfioramento dei fili di lana danno vita a sofisticate trasformazioni della musica.
L’installazione è stata presentata in prima assoluta in occasione dell’esposizione di Musica in forma all’ Istituto Italiano di Cultura di Belgrado il 3 aprile 2008.
Planofoni
Musica in forma Belgrado - locandina
Roma, 28 marzo-2 giugno 2013
Opera adattiva scultorea e musicale di Michelangelo Lupone (Musica e Planofoni®) e Licia Galizia (scultura)
Museo Carlo Bilotti
Produzione: CRM – Centro Ricerche Musicali
Prima presentazione assoluta nell’ambito della mostra
White & White nel dialogo tra Corea e Italia (via Fiorello La Guardia, Roma) curata da Vittoria Biasi
Light Touch - descrizione opera (IT - EN)
White & White - comunicato stampa (IT)
White & White - press release (EN)
Trevi nel Lazio, 4 - 31 agosto 2013
Installazione sonora d’arte con Planofoni® di Laura Bianchini
Castello Caetani
Ali sensibili è un’Installazione sonora d’arte composta da tre opere plastico-musicali, in grado di interagire musicalmente con il pubblico e di adattarsi alle condizioni dell’ambiente circostante. L’idea trae spunto dal nome “Trevi” (Treba - trivio) e si articola come un contrappunto a tre parti con caratteri distinti ma complementari. Le tre opere insieme si armonizzano e le loro presenze leggere, sospese al soffitto come “ali”, disegnano uno spazio sonoro discreto, accogliente e mutevole.
L’installazione è basata su Planofoni® in legno armonico, lo stesso che viene utilizzato nella costruzione di strumenti d’orchestra. È sempre attiva, si accorge della presenza del visitatore che può interagire con le singole opere sfiorando leggeri fili di lana. L’irradiazione della musica avviene in modo omogeneo lungo le superfici dei Planofoni®, ciò genera la perdita di localizzazione delle sorgenti e accentua la percezione della risonanza specifica dell’ambiente.
Progetto artistico e musica: Laura Bianchini
Ideazione Planofoni®: Michelangelo Lupone
Assistente musicale: Maurizio Palpacelli
Disegno luce: Emanuela Mentuccia
Realizzazione: CRM – Centro Ricerche Musicali
In collaborazione con Radio CEMAT
Locandina
Pieghevole
www.comune.trevinellazio.fr.it
www.crm-music.it
Milano, 18 novembre 2013-26 gennaio 2014
Mostra dedicata a Verdi
Installazione adattiva scultoreo-musicale di LICIA GALIZIA e MICHELANGELO LUPONE
Roma, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma
Inaugurazione: 9 aprile 2014 ore 18.00
Apertura al pubblico: 10 aprile-7 settembre 2014
Oasi è un’installazione fruibile da tutti senza barriere di accessibilità, un luogo di esperienza multisensoriale, un ambiente immersivo e interattivo in grado di mutare nel tempo, di adattare e sviluppare la forma musicale in relazione ai gesti del fruitore.
Tutte le componenti espressive di Oasi sono correlate e integrano l’ascolto, il tatto e la visione.
Roma, 15-16 aprile 2015
Macro Testaccio - La Pelanda
Mercoledì 15 e giovedì 16 aprile, nell’ambito del Workshop Tourism & Culture 2015, sarà possibile visitare l’esposizione Intrecci da un’idea di Achille Bonito Oliva. Curatori RAM radioartemobile e Anna Marra Contemporanea.
Intrecci prevede il dialogo fra due opere: Light Touch, opera adattiva scultorea e musicale di Licia Galizia e Michelangelo Lupone (realizzazione Centro Ricerche Musicali), Porta, opera con ferro e lampadine a fiamma di Giovanni Albanese.
Info:
Programma WTC - Workshop Tourism & Culture
Light Touch